E verrà educato al culto della legge, così utile a chi è potente: amerà l’autorità e la tranquillità e il benessere.... Quante volte afferro il suo ritratto, in cui le fattezze infantili mi par che ora annuncino negli occhi il mio dolore, ora nell’arco delle labbra la durezza di suo padre! Ma egli è mio. Egli è mio, deve somigliarmi! Strapparlo, stringerlo, chiuderlo in me!... E sparire io, perchè fosse tutto me!
Un giorno avrà vent’anni. Partirà, allora, alla ventura, a cercare sua madre? O avrà già un’altra immagine femminile in cuore? Non sentirà allora che le mie braccia si tenderanno a lui nella lontananza, e che lo chiamerò, lo chiamerò per nome?
O io forse non sarò più.... Non potrò più raccontargli la mia vita, la storia della mia anima.... e dirgli che l’ho atteso per tanto tempo!
Ed è per questo che scrissi. Le mie parole lo raggiungeranno.
FINE.