Sensi di fè e d'amore, e donde e quando
Cessaron d'esser palpiti gentili,
Che a bassi affetti inducono a dar bando?

Ah no! Color che ad una Santa umìli
Porgono omaggio, memori ch'è santa,
Pronti non sono ad opre e pensier vili!

Nel memorar somme virtudi, oh quanta
Riconoscenza per quel Dio si sente
Che alzò i mortali a dignità cotanta!

Il tuo sepolcro a questi dì presente
Ne dice, Filomena, alti dolori
Pel vero sostenuti arditamente.

Nè discreder possiam che tu avvalori
Di quei la prece che, a te innanzi proni,
D'aver simile al tuo chieggon lor cuori.

Nè mi prende stupor se forse a' buoni
Sembrò in lor sante visïoni udirti,
E imparar di tua morte le cagioni,

E se degnando alle lor brame aprirti,
Ottenesti da Dio che in premio a fede
S'annoverasser fra i più eccelsi Spirti.

Infelice quel torbo occhio che vede
Ne' culti, nostri amanti e generosi
Frode o stoltezza, e accorto indi si crede!

Alma beata, impetra che siam osi
D'amarti e benedirti infra gli scherni
Degl'intelletti freddi e burbanzosi.

Ispirane il desìo de' lochi eterni,
E anco i nemici tuoi vinci ed ispira!
Chiedi al Signor che tutti noi governi