Povera madre! il viver nello stento
Estingue nel suo spirto ogni sorriso,
Ed anch'io più cruccioso ognor divento.
Gesù, prendimi teco in Paradiso,
O tempra la tristezza che m'irrita,
E rasserena di mia madre il viso:
Fa ch'ella trovi ad allevarmi aïta,
Fa che deserto io non mi strugga tanto,
Fa che un po' d'allegrezza orni mia vita.
Se ad altri bimbi io respirassi accanto,
E non sempre gemessi, e qualche mano
Söavemente m'asciugasse il pianto,
Crescerei più benevolo e più sano,
E più caro alla madre io mi vedrìa:
Lassa! altrimenti ella fu madre invano!
Ella al mio fianco in pace invecchierìa,
E per essa con gioia adoprerei
A laudevol sudor mia vigorìa.
Le poche forze ai patimenti rei
Soggiaceranno in breve, e, fuorchè pena,
Nulla i miei giorni avran fruttato a lei.
Ovver, se presto a morte non mi mena
Tanta miseria, crescerò doglioso,
Me coll'afflitta madre amando appena.
Ed ella pur mi dice che odïoso
Il povero alla terra e al ciel rimane,
Quando alle brame sue non dà riposo,
Quando coll'ira in cor mangia il suo pane.