Con pompa veneranda il Pastor santo
Presentasi all'altare, e a lui corona
Fan suoi pii Sacerdoti in aureo ammanto.
Celestiale armonia nel tempio suona
Di cantici divoti, e di pietate
Palpita il core a ogni gentil persona;
E più alle madri che nel vel celate
Delle viscere lor sui cari frutti
Tengono le pupille innamorate,
Scongiurando che a Dio s'elevin tutti.
«Re del ciel che noi madri volesti
Di que' giovani spirti diletti,
Nel dolore li abbiam benedetti
Pria che i cigli schiudessero al dì;
Nel dolore li abbiamo allattati,
Custoditi li abbiam nel dolore:
Ah, per essi t'offriamo, o Signore,
Tutto ciò che nostr'alma patì!
Il tuo spirto divino discenda
In que' teneri ingegni inesperti:
Li fortifichi, li alzi, li accerti
Della Croce per l'arduo cammin.
Oggi intendano e intendan per sempre
Che non nacquero a ignobile cura,
Che son enti d'eccelsa natura,
Che la palma celeste è lor fin!
Il tuo spirto divino addolcisca
Que' germogli del sesso più forte:
Non paventin perigli, nè morte,
Ma li tempri alto senso d'amor!
Il tuo spirto divino sostenga
Que' germogli del sesso più amante:
Sieno spose, o sien vergini sante,
Ma in bell'opre virile abbian cor!
E delle accolte, lagrimose madri
Col tacit'inno pe' figliuoli amati
Il secreto consuona inno de' padri;
Sebbene i maschi petti ammaestrati
Da esperïenza e fantasie più meste,
Veggan su que' fanciulli or sì beati
Minacciose adunarsi, atre tempeste.