Orrenda è storia, e sarà sempre orrenda
Questa milizia della umana vita,
Tal che lo stesso Iddio
Fattosi a noi fratel, fu strazïato!
Inorridiam, ma non viltà ci prenda:
Possente è umanità, benchè punita;
La regge quel Divin che a lei s'unìo!
Il figlio della creta è al duol dannato,
Ma la terribil prova,
S'egli ambisce il trionfo, a dargliel giova.

Non qui, non qui il trionfo inter!—ma pure
Qui già comincia lo splendor de' giusti!
Patiscon danni e morte,
E il maligno sprezzarli indi s'infinge.
Ei chiama lor virtù volgari e scure;
Vorrìa che i rei fosser di laudi onusti;
Ma tutte coscïenze un grido forte
Son costrette ad alzar (Dio le costringe):
«Falsa è, Cäin, tua gloria,
Il grande è Abel, d'Abello è la vittoria!»

ALESSANDRO VOLTA.

Erat vir ille simplex et rectus,
et timens Deum.
(Job. I. 1).

Europa e il mondo onor ti rende, o Volta,
Per l'altissimo ingegno ond'hai natura
Scrutata, e in gravi magisterii svolta.

E fin che indagin glorïosa dura
Di scïenze tra i figli della terra,
Il nome tuo d'obblio non fia pastura.

Ma non sol perchè piacque a te far guerra
De' fisici misteri all'ignoranza,
Giusta laude il cor mio qui ti disserra.

Vidi altro merto ch'ogni merto avanza
Splender nella tua grande anima, ardente
D'ogni santa e magnanima speranza.

In tua vecchiezza, a me giovin demente
T'avvicinava il caso…. ah! non il caso,
Ma la bontà del senno onnipotente!

E ti vidi anelar, perch'io süaso
Dai falsi lumi d'empietà non gissi,
Ma dal lume del ver crescessi invaso.