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Voce tonò fra i nobili intelletti:
«Questo è il secol fecondo, in cui gagliarde
E fantasìa e ragione
Le lor potenze spiegano a vicenda;
Destano, è ver, gli spirti maledetti
Nuove eresìe, ma vieppiù fervid'arde
Zelo di verità nella tenzone,
E fia che pel Concilio indi più splenda:
Per queste grandi lutte
Le insorte larve sperderansi tutte».

Gloria su quell'età fulse immortale;
Ma nè per la gentil magìa de' carmi,
Nè pei dipinti insigni,
Nè per più gravi studi, e nè pel forte
Dato da' santi di virtù segnale,
Non s'antepose caritade all'armi,
Non s'ambiron costumi alti e benigni;
Chè di superbia sempre le ritorte
Scevràr dai pochi buoni
La turba degli stolti e de' ladroni.

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Vidi un'età delle sue forze altera,
Che di filosofia luce si disse:
Garrì coi re, coll'are,
Supplizi eresse, e libertate offrìo;
Indi men rea si fece, e più guerriera,
Ed adorò il mortal che più l'afflisse;
Poi veggendo crollato il Luminare,
A somme altre fortune alzò il desìo;
Sempre mutava insegna,
Giurando inalberar la più condegna.

Voce sonava in gallica favella,
E le favelle tutte eco le fero:
«Squarciato il velo abbiamo,
Che per gran tempo de' cristiani al ciglio
Celò del ver la salutar facella!
Ripigliam de' pagani il bel sentiero;
Forza, piacere, astuzia idolatriamo;
Sia vilipeso di pietà il consiglio;
Così l'umana polve
Sostien suoi dritti, e da viltà si svolve».

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Gloria di brandi e di scïenze e d'arti
Cinse allor la fatal razza europea,
Ma non s'udì che i petti
Fosser men crudi che all'età trascorse:
Vivi lampi emanàr da tutte parti,
E folta nebbia pur vi si mescea;
E spesso i furti eccelse opre fur detti,
E il parricida a mieter laudi sorse;
E senza amici il giusto
Vivea schernito, e di calunnie onusto.

Io vidi i tempi, e mesto allor sorrisi
Dell'uman replicato, allegro vanto,
Che ai posteri s'appresti
Carco minor di guerra e di perfidia:
Dacchè del sangue del fratello intrisi
I passi di Cäin furo e di pianto,
La famiglia mortal sempre funesti
Nutre germogli di fraterna invidia:
Mutan le usanze, e ognora
Convien che Abel gema, perdoni e mora.

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