SALUZZO.
Et sit splendor Domini Dei nostri
super nos.
(Ps. 89. 17).
Oh di Saluzzo antiche, amate mura!
Oh città, dove a riso apersi io prima
Il core e a lutto e a speme ed a paura!
Oh dolci colli! Oh mäestosa cima
Del monte Viso, cui da lungo ammira
La subalpina, immensa valle opima!
Oh come nuovamente or su te gira
Lieti sguardi, Saluzzo, il ciglio mio,
E sacri affetti l'äer tuo m'ispira!
Nelle sembianze del terren natìo
V'è un potere indicibil che raccende
Ogni ricordo, ogni desir più pio.
So che spiagge, quai siansi, inclite rende
Più d'un merto söave a chi vi nacque,
E bella è patria pur fra balze orrende;
Ma nessuna di grazia armonìa tacque,
O Saluzzo, in tue rocce e in tue colline,
E ne' tuoi campi e in tue purissim'acque.
Ogni spirto gentil che peregrine
A piè di queste nostre Alpi si sente
Letizïar da fantasie divine.
Sovra il tuo Carlo, e il dotto suo parente[1],
Che pii vergaron le memorie avite,
Spanda grazia immortal l'Onnipossente!