E se in un tempio allor mi ritraea,
Cercava la tua immagine, e in quel viso
Virgineo e celestial fede io ponea.
E gioiva al pensar che in paradiso,
Appo il fulgor dell'eternal bellezza,
Brillasse d'una femmina il sorriso!
Il sorriso di madre a pietà avvezza,
Ed al desìo che in virtù crescan lieti
Quei cari figli ch'ella tanto apprezza.
Non badar, no, se troppo a' consüeti
Sentier d'infedeltà raddotto m'hanno
Miei giovenili affetti irrequïeti,
Più fermo or t'amerò, più non trarranno
Lunge i miei passi da tua dolce via:
Fuor d'essa tutto vidi essere inganno.
Degna di te non è l'anima mia,
Ma pensa ch'opra è pur del Benedetto
Che da te nacque, e che per me patìa.
Riconduci quest'alma al tuo Diletto;
Digli che sempre in esso e in te sperava.
Digli che tu di confidar m'hai detto!
Digli che il danno mio t'addolorava,
Digli che l'amor tuo salvo mi vuole,
Digli che a te dal Golgota ei mi dava!
Tai dalla madre udendo alte parole
Arriderà, siccome ai sapïenti
Tuoi desiderii tutti arrider suole.
Se gli spiacquero in me cuore ed accenti,
Cuore ed accenti mi darà novelli,
Sì che più caro a dritto, io gli diventi.