D'ogni speranza a' guardi suoi s'estinse:
E come il Giusto[1] in Idumea, percosso
Dall'eccesso de' mali, osò il suo grido
Elevar verso Dio, ragion chiedendo
Del non mertato aspro flagel—Rosilde
Così, nel colmo del suo affanno, obblia
Che col suo Creator, dritto la polve
Di contender non ha: ma il Creatore
Come allor per quel Giusto, or si commove
Per la infelice delirante, e a detti