E mie pene leggeavi!» Ah, da quell'ora

Così delira Adel!

Spesso un tintinno

D'arpa s'ode la notte entro il castello:

Egli è il misero amante che riposo

Sul letto non rinvenne, e con dimesso

Suon quelle melodie va ricordando

Che più son care ad Eloisa—e il bianco

Lin che dal musical legno discende.

Sopra il volto li ondeggia e sopra il core,