Sente l'amaro della propria bile.

Più sovra il labbro di Guelardo il nome,

Come già tempo, d'Ebelin non suona,

O su quel labbro se talvolta suona,

Laude non l'accompagna, e il favellante

Impallidisce, e torvamente abbassa

La pensosa pupilla irrequïeta,

E la rïalza sfavillando; e ognuno

Scerne che di compressa ira sfavilla.

Del mutamento avvedasi esultando