Od il sibilo infame di coloro

Che trascinano il morto—e, con siffatta

Serie d'inenarrabili vicende

Di castel, che i perenni affigurava

Dell'abisso tormenti, il ricordarsi

De' dì sereni che svanìr, de' plausi,

Delle liete speranze, e, più di tutto,

De' dolci affetti—ah! quella è tale immensa

Congerie di dolori e di spaventi,

Che dissennar minaccia ogni più forte