Osceno del ladron che, bestemmiando,

La forca aspetta—e i gemiti dell'egro

Forse non reo che sulla paglia spira—

E il sollecito passo delle guardie

Che dicono: «È spirato!»—e questo detto

Che l'echeggiante corridoio in guisa

Ripete orrenda—e il pianto d'un amico

Che, udendo il nome dell'estinto, grida

Dal fondo d'un covile: «Ahi! gli sorvivo!»—

E per dispregio di quel pianto il ghigno