Tal gli tessei, che fu colpito e plause.

Va, buon servo, mi disse; amo il tuo ardire,

ma non del tuo signor la ipocrisia.

—Oh ciel! diss'egli ipocrisia? Ingannato

Non t'han le orecchie tue?

Disselo, il giuro.—

A queste voci il cavalier si torse

Rabbïoso le mani, e con un misto

Di voluttà e di fremito, in più pezzi

Franse un anel, che dono era d'Irnando,