Ladron dapprima sbaragliai, ma il tristo

Novella frotta ragunò. Me chiuso

Nel castel della suora, egli ogni giorno

Schernìa e sfidava. Io sul fellone indarno

Prorompeva ogni giorno: ahimè! gli sforzi

Del valor mio nulla potean su tanto

Nover crescente di nemici. A noi

Già le biade fallìan, già fallìan l'armi,

E già il cessar d'ogni speranza e il cruccio

Rabido della fame a' guerrier nostri