Te in così tempestiva ora spingendo

A rannodar fra Irnando e me l'amato

Vincol che stoltamente io franto avea!—

Così Camillo, e l'interrompe l'altro:

Io lo stolto! Io il feroce!—

E quei la mano

Sovra il labbro gli pon rïassumendo:

—Oh qual buon genio t'ispirò, Ildegarde!

Perduto er'io, se redentrice possa

D'amistà non venìa. L'assedïante