Quella vita arditissima ed amante
Di scienza e di gloria e di giustizia
Alzarmi imprometteva a gioie sante.
Nè sol fremeva dell'altrui nequizia,
Ma quando reo me stesso io discopriva,
L'ore mi s'avvolgean d'onta e mestizia.
Poi dal perturbamento io risaliva
A proposti elevati ed a preghiere,
Me concitando a carità più viva.
Perocchè m'avvedea ch'uom possedere