Stima non può di se medesmo e pace,

S'ei non calca del Bel le vie sincere.

Ma allor che fulger più parea la face

Di mia virtù, vi si mescea repente

D'innato orgoglio il luccicar fallace.

E allor Dio si scostava da mia mente,

E a gravi rischi mi traea baldanza,

Ed infelice er'io novellamente.

Se così vissi in lunga titubanza,

Ond'or vergogno, ah! tu pur sai, mio Dio,