Ed io, come colui che intento pende
Da labbra eloquentissime e divine,
E ogni lor detto all'alma gli s'apprende;
Meditando del secol le dottrine,
Inclinava i miei sensi alcuna volta
Di servil riverenza entro il confine.
Tardi vid'io ch'a indegne colpe avvolta
Era sua sapïenza, e vidi tardi
Ch'ei debaccava per superbia stolta.
Trasvolaron frattanto i dì gagliardi