Oh tristo il giorno, oh trista l'ora, quando

Giace nella sua cuna egro il bambino,

E la giovine madre sospirando

Ad ogn'istante riede a lui vicino,

E invan teneri detti prodigando

Tien sulle amate labbra il petto chino,

Ma l'offerta mammella ei bacia appena,

E non la sugge, ed a vagir si sfrena!

Oh con qual lutto miserando allora

La spaventata si rivolge a Dio!