Io, cui balzar fa sin talora il petto

Vista di leve, inanimato oggetto!

Reduce a lidi miei, dopo che giacqui

Sepolto vivo per sì cupe notti,

Agli affetti più teneri compiacqui

Che la sventura non avea interrotti;

Nè agli estinti carissimi pur tacqui

Culto di preci e di sospir dirotti;

Indi a rivisitar presi le antiche

Pagine ch'ebbi a dolce veglia amiche.