Vate son io, ma spento è in me il desiro

Di prostrarmi idolatra anzi agli Omeri.

Se volgendo lor carte ancor sospiro,

Magia non è de' grandi lor pensieri:

Più d'un libro m'è caro, e pure in esso

Di rado cerco lui; cerco me stesso.

E non sol me vi cerco: alla memoria

Del me passato aggiugnesi indivisa

Di palpiti d'amor söave istoria,

Quando un'egregia m'infiammava in guisa,