Ch'io per lei sola ambìa pietate e gloria,

Ch'io sempre in lei tenea l'anima fisa,

Che d'un sorriso suo per farmi degno,

Sempre agognava ingentilir lo ingegno!

E se pio talor fui, pregio egli è stato

Di quella generosa animatrice:

Era ad essa straniero il forsennato

Foco d'amor che mi rendea infelice;

Ma compatìa mie pene, ed elevato

Volea il mio spirto, e lo volea felice,