QUI FA MENZIONE D'UNO MONSTRO, EL QUALE TROVÒ EL ROMITO NEL DISERTO.

Questo buono remito domandò el mostro per parte di Dio chi lui era; e 'l monstro gli rispose e disse, ch'egli era criatura mortale, e che Dio l'aveva così criato, e che egli dimorava in quel diserto procacciando il sostegno della sua vita. E pregò el mostro lo eremita, che volesse pregare per lui quello Dio, el quale, per salute la umana generazione, discese del cielo e nacque di vergine, e passione e morte sostenne, come noi sappiamo, e perchè noi viviamo e siamo sostenuti. Ed è ancora, questo monstro colle corna, in Alesandria per lo gran miracolo. Quivi in Egitto è la città di Eliopoli, che si chiama la città del Sole[32]. E in questa città è un tempio fatto a modo di quelo di Gierusalem, ma in quanto alla divinità non è somigliante. Il prete del detto tempio à perscritto el tempo d'uno uccello chiamato Fenice, e mai non è stato altro che uno al mondo. E sappiate che la natura del detto uccello si è, che in capo di 100. anni viene in sullo altare di quello tempio a bruciarsi, e il prete, quando vede il tempo, e lui gli apparecchia sopra all'altare spine e zolfo vivo e altre cose che presto s'accendono. E questo uccello si viene a ardere e fassene cenere. Dipoi el primo dì si truova nella cenere uno vermine, e lo secondo giorno si truova l'uccello fornito, e 'l terzo giorno si vola via: e in questo modo si rinuova ogni volta in capo di 100. anni. E sappiate che al mondo non è altro che uno di quella ragione uccelli; e certo questo è gran miracolo di Dio! E si può bene assomigliare questo uccello a Dio, imperò che Dio non è altro che uno, e perchè il nostro Signore risucitò el terzo dì. E questo uccello si vede spesse volte volare nelle parte di Arabia e intorno a questo luogo; e non è già più grande che una aquila, e à una cresta sopra la testa più grande che non à el pagone.

COME È FATTA LA FENICE.

E à el collo giallo, di colore d'uno oro be' lucente; e à el dosso indo, e à le alie di purpura colorite, e à la coreggia rossa pel traverso, e il collo rosso, ed è bello da vedere al sole, però che luce molto nobilmente. In Egitto sono giardini che rendono frutto due volte l'anno: ivi si truova di begli smeraldi e assai, imperò che quivi n'è gran mercato. E quando una volta piove in Egitto, tutto el paese s'empie di ratti. Item, al Cairo si mena a vendere comunemente uomini e femine d'altra legge, e fassi di loro come qua si fa di bestie menate al mercato.

DEL CAIRO E DE LE COSE CHE VI SONO.

Qui è una stanza comune nella città, quale è piena tutta di piccoli pertugi e tutte le femmine della villa portono uova di galline e d'anitre e d'oche e mettonle in detti pertusi, e gli guardiani della casa, che sono diputati a ciò, metton le dette uova in isterco di cavallo sanza gallina o altro uccello, e in capo di duo settimane o d'un mese tornano le femmine, e pigliono e lor polli e gli nutricono; di che el paese è molto abondevole: e questo fanno di verno e di state. In detto paese, e in alcuni altri luoghi di là, si truovano per l'Ascensione pomi lunghi, e chiamansi pomi di paradiso, e sono di buon sapore; e chi gli taglia in due parti per traverso, sempre vi truova dentro la figura di santa croce: ma eglino si marciscono fra sette giorni, e imperò non se ne può portare in altro luogo: e' detti pomi son buoni e dolci; e truovasi ben di questi pomi più di cento insu nuna brocca[33], e ànno gran foglie lunghe un gumito e quasi un piede larghe. E qui son pome d'Adamo che ànno un morso dallato, sì come Adamo morse el pome. E quivi sono fichi, che non ànno foglie sopra e rami, e sono chiamati fichi di Faraone.

COME SI COGLIE IL BALSAMO, E DOVE NASCE, E COME NON FRUTTIFICA SE NON SI LAVORA PER MANO DE' CRISTIANI, E COME SI CONOSCE.

Item, appresso il Cairo, fuori della città, è il campo dove nasce il balsamo, e e' viene di piccoli albucegli, che non sono più alti che alla spalla d'uno comunale uomo; e assomigliasi el legnio di questi alberi alle vite salvatiche. E in questo campo sono due fonte, delle quali ne fece una el nostro Signiore co' suoi piedi, sendo piccolo, quando giucava cogli altri fanciugli. Questo campo non è così ben serrato, che non si possa bene entrare, salvo che nel tempo che si ricoglie el balsamo; però che allora è guardato per modo, che niuno vi potrebbe entrare. Questo balsamo non cresce in altro luogo che in questo, e le piante che sono trapiantate altrove crescono, e mai non fanno frutto, e tagliasi la brocca de l'albucello con uno legnio acuto, o vero con uno osso acuto, perchè chi gli tagliassi foglie con ferro, ne corromperebe la virtù o natura. E le foglie di quelle non rendono odore niuno: e saracini chiamono questo legnio Cubth blaso; e 'l frutto che alquanto s'asomiglia alle cube, egli el chiamono Gubalze, e dicono e saracini, che il balsamo lavorato da' cristiani fruttifica, e mai non fruttifica se fussi lavorato per altri; e questo ànno loro più volte esprementato. E altri dicono, che 'l balsamo cresce in India, nel diserto dove Alesandro parlò agli alberi del sole e de la luna, ma io non l'ò veduto perchè io non vi fu' tanto innanzi, però che vi sono troppi pericolosi passaggi a andare. E sapiate che colui che non si intende bene del balsamo, debe ben guardare come lo compera, perchè di leggieri può essere ingannato, però che alcuni vendono una gomma terbentina, con la quale mescolano alquanto del balsamo per dare odore. Alcuni quocono il legnio, col frutto del balsamo, in olio, e dicono, che quello è balsamo. Altri fanno distillare chiodi di gherofani e di spigonardo e altre spezie odorifere, e chiamono quelo liquore, balsamo, in modo che ne sono ingannati molti gran Signiori, che si credono avere balsimo, e ànno nulla; però che e saracini el contrafanno per ingannare e cristiani; e questo ò io veduto e provato. E ancora gli speziali il sosfisticono[34] da capo, dove è ancora piggiore; ma acciò che voi non siate ingannati, vi insegnierò come voi il potrete provare e conoscere il vero balsamo. Voi dovete sapere, che il balsamo naturale è bene chiaro e di colore citrino e à forte grande odore, e si[35] l'è spesso o rosso o nero el è sosfisticato. Item, se voi mettete un poco di balsamo insu la palma della vostra mano e tenetela verso il sole, se sarà buono e fine, voi non poterete tenere nè sofferire la mano inverso il calore del sole. Item, pigliate un poco di balsamo insu nuna punta di coltello e toccatene el fuoco; se arde è buon segnio. Item, mettete un poco di balsamo in una scodella, dove sia latte di capra; se gli è buono, subito el latte si rappiglia. Item, mettete un poco di balsamo in un piattello d'ariento o in uno piccolo bacino pieno d'acqua chiara, e poi movete e mescolate forte l'acqua; che se 'l balsamo è vero e perfetto, l'acqua di nulla si conturberà; e se 'l balsamo è sosfisticato, l'acqua inturbidirà; e, sendo il balsamo fine, caderà al fondo del vaso al modo che fussi ariento vivo, perchè il balsamo fine, due volte più pesa che il sosfisticato. Ora, da poi che io v'ò parlato del balsamo, io vi parlerò delle cose che sono di là da Bambellonia oltre al fiume di Nair, verso il diserto, tra Africa e Egitto. Qui sono e granai di Ioseph, i quali lui fece fare pel governo delle biade per supplire agli anni di carestia; e sono di pietra molto ben murati, delli quali due sono grandi e alti a maraviglia, e gli altri non sono così grandi nè sì alti. Ciascun granaio à una gran porta per entrata, e sono alquanto alti da terra, perchè la terra è guasta e cascata dappoi che i granai erono fatti. Quivi dentro stanno molti serpenti. In questi granai, da lato di fuori, sono molte lettere intagliate di diversi linguaggi; e alcuni dicono che queste son tombe, che vuol dire sepulture antiche di gran signiori; ma questo non è vero, perchè comune fama è per tutto el paese, e da presso e da lungi, che questi sono i granai di Ioseph; e così è el parere di tutti quegli del paese, e ànno loro croniche per altre regione[36]. E se queste fussino sepulture, elle non sarebono vote dentro, e non arebono porte per entrare, nè non sarebono di tanta grandeza e alteza. Per la quale ragione non è da credere, che ciò sieno tombe. Quivi in Egitto sono diverse lingue e diverse lettere altrimenti che non sono altrove, e sì ve le discriverrò, come sono fatte e a che modo egli le chiamono, acciò che voi sappiate la diferenzia tra questi[37].

Prima ch'i' proceda più oltre, io vi vo' dinotare el viagio dove si va diritto a Babillonia, dove dimora il Soldano, el quale è a l'entrata d'Egitto, imperò che molte gente vanno in prima là, e poi al monte Sinai, e poi ritorneno per Gierusalem, come altre volte v'ò detto, perchè egli fanno prima el più dilungi peregrinagio, poi ritornono per lo più brieve, quantunque il più brieve sia il più degnio, cioè Gierusalem, perchè niuno altro peregrinagio può comparare a quello. Ma per più sicuramente e aconciamente fornire il lungo e il brieve, si va prima al più lungo, e poi al più presto. Ma chi volessi andare a Babillonia per altra via e più brieve che queste parti occidentali, che io ho di sopra ricordate e così d'altre parti propinque a quelle, vassi per la Francia e per la Borgogna e per Lombardia. Non è bisognio di nominare le città, nè le ville di questo camino, però che il camino è assai netto e sicuro e conosciuto da molte nazione e gente.

PER QUANTE VIE S'ENTRA IN MARE PER ANDARE IN GIERUSALEM.