QUI SI FA MENZIONE D'UNA GRAN MARAVIGLIA, DEL PESCIE CHE SI GITTA ALLA RIVA DI QUESTA ISOLA.

In questa isola è una grande maraviglia, la quale non è in altra parte del mondo; però che ogni maniera di pescie viene una volta l'anno dritto alla terra, e sì si gittono alla riva di questa isola, sì che e' non si vede in mare se non pesci; e ivi stanno tre dì, e ciascuno del paese ne piglia quanto ne vuole. Poi questa maniera di pesci si parte, e vienne un'altra; e così l'una maniera drieto all'altra ne viene per insino a tanto, che di tutte le ragioni del pescie di mare vi vengono; e così ordinatamente l'una drieto all'altra stanno tre giorni, tanto che ogni uomo del paese n'abbi preso d'ogni maniera, quanto ne vuole. E' non si sa la cagione perchè questo si sia; ma quegli del paese dicono, che questo è per fare riverenzia a loro Re, il quale è il più degnio che sia, come e' dicono, e perchè il loro Re adempiscie quello che disse Dio a Adam: Crescite et multiplicamini. E, perchè chi multiplica a questo modo il mondo di tutti li suoi figliuoli, per questo gli manda el pescie di tutto il mare, perchè e' ne pigli al suo volere, per lui e pel suo paese; e così tutti e pesci si arrendono a lui, faccendogli onore come il più eccellente e il più amico di Dio al mondo, sicondo che dicono. Io non so la ragione perchè è questo: Idio la sa, il qual sa el tutto, ma questa maraviglia non è punto di natura, anzi è tutta contra a natura; che gli pesci, che ànno a governare tutto el mondo[22], si vengono abondantemente a rendere alla morte di lor propria volontà, sanza che sieno costretti; e però io son certo, che questo non può essere sanza grande significazione. In questo paese son chiocciole grande, che nelle case loro molte persone poterebono abitare e abergare a modo d'una piccola casetta; e altre ve ne sono minore molto più l'una dell'altra. Vi sono vermini grandi a modo d'una coscia d'uomo, e sono bianchi colla testa nera; e degli altri ve n'è minori, della fazione di quegli che si truovano ne' legni marci; e di questi vermini si fa la vivanda regale al Re e per li gran signiori. E se uno uomo sposato muore in questo paese, egliono soppelliscono la sua moglie viva a lato a lui, e dicono che ragion vuole, che ella gli facci compagnia nell'altro mondo, come à fatto in questo.

DELL'ISOLA DI RAFFO, OVE DÀNNO GL'UOMINI A MANGIARE A GL'UCCEGLI.

Da questa isola si va per lo mare Occeano a una isola chiamata Raffo. La gente di questa isola, quando gli amici lo' sono amalati, egliono gli apicono a uno albero, e dicono, ch'egli è meglio, che gl'uccegli, e quali sono angioli di Dio, gli mangiono, che sien mangiati in terra da' vermini, che sono così brutti. Da questa isola si va a un'altra isola, dove son gente di malvagia natura. Questi nutricano di gran cani, e sì gli tengono per fare istrangolare i lor parenti, quando sono amalati, perchè egliono non aspettono tanto che muoino della loro morte naturale, perchè e' dicono, che e' sofferiscono troppo gran pena. E quando sono così strangolati, si ragunono insieme per mangiarli in luogo di cacciagione.

D'UNA ALTRA ISOLA CHIAMATA MULCA, DOVE SONO CATTIVISSIME GENTE CHE BEONO SANGUE D'UOMO; E DELL'ISOLA CHE SI CHIAMA TRACONDIA, DOVE SON GENTE CHE NON PARLONO, MA SIBILLANO.

Da poi si va per molte isole di mare per insino a una isola, che si chiama Mulca; e quivi è ancora cattivissima gente, perchè e' non si dilettono in alcuna cosa, tanto quanto fanno nel battagliare e in uccidere l'un l'altro, e spezialmente forestieri: e egliono beono tropo volentieri sangue d'uomo; il qual sangue chiamono Dan: e quello che più ne può uccidere, è più onorato fra loro. E se due persone, che si portino odio, si sono acordati per amici, o vero che alcuni fanno patto e obligazioni fra loro, fa di bisogno che ciascun bea del sangue dell'altro, altrimenti la concordia, o patto, o vero obligazione sarebe nulla: se un facesse contro a tal concordia, o patto, o ubligazione, di nulla sarebe biasimato nè riprobato. Da questa isola si va per mare, di isola in isola, infino a un'altra isola che si chiama Tracondia, ove sono le gente tutte bestiale a modo che inrazionale, e stanno in caverne che fanno in terra, perchè e' non ànno tanto senno che sappin fare case; e mangione carne di serpenti e altre brutte cose. Egliono non parlono, ma sibillano l'uno a l'altro a modo di serpenti, e di nesuno aver si curono, salvo che d'una pietra preziosa, la quale è di XL. colori; e però il nome dell'isola è chiamata Tracondia. Egli amono molto questa pietra, e non sanno che virtù s'abbia, ma egliono disiderono solamente la sua belleza.

DELL'ISOLA ONGAMARA, DOVE SON GENTE CHE ÀNNO TESTE DI CANI, CHE SI CHIAMONO CENOFALI, E DELLA GIUSTIZIA DEL SUO RE.

Dopo questa isola si va per mare Occeano per molte isole infino a una isola chiamata Ongamara[23], la quale è molto bella e grande e tiene di circuito più di mille leghe. Tutti gl'uomini e le femine di questa isola ànno teste di cani, e son chiamati Cenofali, e sono gente ragionevole e di buono intelletto, e adorono un Bue per suo Dio, e ciascuno di loro portono nella testa uno Bue d'oro o d'ariento, a dimostrazione che egliono amono bene il loro Dio: e vanno tutti ignudi, salvo che portano uno drappetto per coprire le loro secrete membra. Eglino sono grandi, forti e buoni combattenti: eglino portano una targa grande, che gli cuopre tutto il corpo, e una lancia in mano; e se pigliono alcuno in battaglia, e' lo mangiono. El Re di questa isola è molto potente e ricco e divoto, sicondo la lor legge, e porta intorno al suo collo CCCº. perle grosse d'oriente, incordate d'ariento a modo di pater nostri. E come noi diciamo pater nostri e ave Maria, contando e pater nostri d'ambra in ambra, così questo Re dice ogni dì CCCº. prieghi divotamente al suo Dio prima che mangi. E similmente porta ancora intorno al suo collo un rubino orientale fine, nobile, lucente, el quale è quasi lungo un piè, e V. dita largo; però che quando egli elegono il loro Re, egli gli dànno a portare questo rubino in sua mano; e così lo menono cavalcando d'intorno alla sua città; e da quel dì innanzi e' son tutti ubidienti a lui; e il Re debbe portare tutta via questo rubino intorno al suo collo, perchè se egli non avessi il rubino, e' non lo terrebono punto per Re. El Gran Cane di Catai à molto disiderato di questo rubino, ma mai non l'à potuto avere, nè per guerra, nè per niun modo. Questo Re è molto divoto, sicondo la lor legge, e molto giusto; per la qual cagione si può andare molto sicuramente per tutto il suo paese, e portare tutto ciò che gli piace, che niuno sarebe tanto ardito che rubasse alcuno, imperò che el Re subito ne farebe giustizia.

DELL'ISOLA DI SILLA, E DI MOLTE STRANE E DIVERSE NATURE D'ANIMALI CHE QUIVI SI TRUOVONO.

Da questa isola si va a una altra, la qual si chiama Silla, la quale circunda circa V. Cº. leghe. In questa isola è molto la terra guasta e diserta, nella quale sono molti serpenti, e tanti dragoni e cocodrilli, che niuno ardisce star quivi. Questi coccodrilli sono serpe gialle e rossette, e àno quatro piedi, le gambe corte e l'unghie grande: alcuni sono lunghi sette torse, alcuni X; e dove e' vanno per lo sabbione, pare che un grande albore vi sia strascinato. Ivi sono molte altre bestie salvatiche e spezialmente leofanti. In questa isola è una montagna assai grande, e in mezo di quella è un lago grande, in un bel piano, et evvi grande quantità d'acqua; e dicono che Adam et Eva piansono sopra questa montagna Cº. anni, quando furono scacciati del paradiso, e per lo lungo pianto, delle lagrime loro si fece questo lago: e nel fondo di questo lago si truova di molte pietre preziose e perle grosse. In questo lago crescono di molte canne e di grandi glagos, e sonvi dentro molti coccodrilli ed altre serpe e di grande sansughe[24]. Il Re del paese, ogni anno una volta, dà licenza a le povere gente d'entrare in questo lago a pescare di queste pietre; e questo fa per limosina, e per amor di Dio e di Adam; e ogni anno se ne truova assai; ma per le serpe e vermi che vi son dentro, e' s'ungono le mane e le braccia di sugo di limoni e d'altre erbe, e poi non ànno paura nè di cocodrilli e d'altri vermini. Questa acqua corre e passa per una costa della montagnia: in questo rivolo si truova gran quantità di pietre preziose e di perle; e dicono comunemente in questa isola, che nè serpente, nè bestie salvatiche del paese non tocherebono, e non farebono male, nè alcuno dispiacere a' forestiere niuno che entri nel paese, salvo solamente a quegli che son nati nel paese. In questo paese, e negli altri che sono d'intorno, sono oche salvatiche, che ànno due teste. E qui son lioni bianchi tutti, e grandi come buoi, e molte altre bestie diverse. Ivi sono uccegli che non sono di qua da mare. E sappiate, che in questo paese, e in altre isole d'intorno, el mare è tanto alto, che pare che penda dall'onde, e che deba coprire tutta la terra[25]. Io non so perchè modo si possa così sostenere, eccetto che per la divina grazia: ed è bene tanto alto verso l'alta Libia; e però dice David: Mirabiles helactiones maris, mirabilis in altis Dominus.