Il nucleo di segmentazione dell'uovo dell'incrocio fecondato ancora dal padre, sarà poi rappresentato dalla formula

n + m2 + m2 = n + m4 + m2

d'onde si vede come il numero degli elementi dell'una specie possa crescere a spese del numero degli elementi dell'altra.

Ma nel caso del tacchino e del pollo saremmo certamente di fronte ad ibridi infecondi, ond'è che la possibilità della eliminazione parziale dei caratteri di una specie, come sopra abbiamo esposto, scompare.

Si obbietterà che non avendo mai veduto ibridi di tacchino e di pollo, i quali debbono pur tuttavia ritenersi possibili essendo perfino registrato un ibrido di pollo e di erace, la mia asserzione di infecondità è discutibile. Esso però ha solido fondamento nelle analogie.

Ma ciò che riuscirà forse più strano per il lettore è l'apprendere che un ibrido di pollo e tacchino avrebbe certamente il collo vestito di penne e non nudo. L'esperienza ha dimostrato che negli ibridismi tra forme notevolmente diverse, sui caratteri paterni e materni predominano i caratteri atavici vale a dire quelli degli antenati comuni alle due specie, ond'è che nei gallinacei i primi caratteri a sparire sono le appendici carnose, le quali sono di acquisto recente come ci vien dimostrato anche dallo sviluppo. E siccome il collo del tacchino è morfologicamente nudo, ma provvisto di penne brevissime con barbe in gran parte atrofizzate, nell'ibrido queste penne combinandosi con quelle eccessivamente allungate del pollo, ritorneranno normali; tali cioè da ricoprire l'intero collo dell'animale.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.

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