Gli accoppiamenti continuati fra parenti molto prossimi provocano un accumulamento delle tendenze morbose che sono ereditarie nelle famiglie mentre che le nozze fra individui di diversa provenienza, riescono facilmente con tendenze morbose meno accumulate. Il Janson[1] invece così si esprime: «Che le nozze consanguinee siano causa di affezioni morbose, non è da mettersi in dubbio; però non vi è dubbio che le nozze miste non si trovino nello stesso caso, e vi sono grandi probabilità che simili risultati abbiano la loro causa nelle condizioni comuni, cioè fuori della consaguineità, nell'eredità.» Questo modo di vedere, per ciò che concerne le affezioni morbose derivanti dalle nozze consanguinee, concorda colle deduzioni del Darwin, ma per le nozze miste, il grande apostolo del principio dell'evoluzione così si esprime: «Molti hanno negato che dall'unione in qualche grado consanguinea scaturiscano degli effetti perniciosi; ma nessun allevatore pratico, ch'io sappia, favorisce questa opinione, e sopratutto nessuno di quelli che hanno allevato animali che si propagano rapidamente.»
«La consanguineità per se stessa non ha alcuna azione, ma opera solamente perchè gli organismi consanguinei hanno in generale una simile costituzione, e furono quasi sempre esposti a simili condizioni di vita.»
«Le dannose conseguenze causate dalla riproduzione consanguinea troppo ripetuta, appalesandosi assai gradatamente, non possono essere dimostrate con quella facilità come gli effetti utili che seguono l'incrociamento.
«Nullameno la opinione generale di tutti i più provetti su tale soggetto si è che ne risultino degli inconvenienti, più presto o più tardi, a seconda degli animali, e sopratutto in quelli che si moltiplicano con rapidità. Un'idea falsa può bensì prevalere per superstizione, ma è però difficile il ritenere che tanti osservatori abili e sagaci, abbiano potuto ingannarsi in tal guisa a spese del loro danaro e della loro fatica.»
«Finalmente, se consideriamo che nel mondo organizzato, tutto sembra concorrere a rendere possibile l'unione accidentale d'individui distinti; ne risulta, se non dimostrata, almeno assai probabile, la esistenza d'una vasta legge naturale: che cioè l'incrociamento d'animali e di piante che non sono tra loro strettamente consanguinee, è assai vantaggioso ed anche necessario, e che la riproduzione consanguinea ripetuta per una troppo lunga serie di generazioni, può all'opposto avere conseguenze le più nocive.»
Il cambiamento del suolo e del clima, e per conseguenza anche delle abitudini, sono tutte cause di rinvigorimento della costituzione e perciò da considerarsi come causa di rinsanguamento.
Molti grandi allevatori, dice il Darwin, sono talmente convinti di questo fatto che sogliono tenere i loro branchi di pecore, di maiali, di cavalli, ecc., divisi per gruppi in diverse località. Con siffatto procedimento essi praticano l'infusione di nuovo sangue dando spesso un maschio d'una località alle femmine di un'altra, alle femmine esposte dunque a condizioni di vita alquanto diverse da quelle in cui trovavasi il maschio. I risultati, come lo dimostrano i numerosi esempi citati da Darwin, ci insegnano che questa pratica rifugge dalle funeste conseguenze delle nozze consanguinee.
Il primo gruppo di Langshan che mi feci venire dal De Foucault, lo specialista distintissimo di questa razza, si componeva d'un magnifico gallo e di due voluminose galline. I primi e numerosi allievi che propagai nel mio allevamento da quel gruppo furono tutti, senza distinzione, di più forte taglia dei genitori, anzi nel secondo anno ebbi un gallo che raggiunse la statura fenomenale di 87 (dico ottantasette) centimetri.
L'avvocato L. Alliori di Casalmonferrato a cui cedetti il gallo ebbe a dire che mai in vita sua aveva visto un gallo Langshan così alto, e difatti nemmeno io. Il considerevole aumento di taglia che si verificò negli allievi ottenuti dal gruppo De Foucault lo si deve dedurre dal fatto che gli animali, col cambiamento radicale cui ebbero a sottostare nel regime di vita, nell'ambiente, nelle abitudini, ecc., si rinvigorirono al punto come se avessero subìto un totale rinsanguamento e perciò diedero soggetti robustissimi e molto sviluppati.
Il De Foucault, come del resto tutti i seguaci della scuola francese, non ci tiene tanto al rinnovamento poichè ad una lettera che gli diressi sull'argomento, chiedendogli il suo parere, così mi rispondeva: