«Je vous avoue que je ne tiens pas au renouvellement du sang, quand les volailles sont de bon sang, bien portantes et qu'il y en a une assez grande quantité pour que les mêmes pères et mères ne fournissent pas les mêmes enfants, le tronc est sans doute le même comme Adam est la souche de tous les hommes, mais comme les humains qui se divisent en un nombre incalculable, 700 têtes[2] de volailles chaque année font un grande nombre de fêmelles.»

Questo celebre allevatore non crede dunque agli effetti funesti della consaguineità, ma d'altra parte li fa anche entrare in considerazione, poichè sente la necessità di un gran numero di volatili nei suoi allevamenti onde potere poi produrre allievi non tutti derivati dalla stessa madre. Certamente il De Foucault parla per esperienza personale ed il suo modo di vedere viene giustificato dai suoi splendidi risultati d'allevamento, ma forse a lungo andare, gli effetti funesti delle unioni consanguinee potrebbero manifestarsi egualmente nei suoi prodotti; e dico a lungo andare, perchè il numero rilevante dei genitori negli allevamenti del De Foucault merita tutta l'attenzione degli allevatori, ma non bisogna sopratutto dimenticare che ben pochi si trovano nella possibilità di potere allevare 700 capi di pollame.

Quindi il fortunato De Foucault dovrà riconoscere che i piccoli allevatori devono ricorrere per forza al rinnovamento del sangue, se non vorrà essere in contraddizione col suo asserto.

In generale i Francesi, al contrario degl'Inglesi, danno poco peso alle nozze consanguinee, e difatti uomini illuminati come il Quatrefages, il Sanson, il La Perre de Roo ed altri non lo condannano affatto. Egli è però certo che nell'incrociamento fra i membri d'una stessa razza e di provenienza diversa, e specialmente fra razze diverse, si nota sempre un accrescimento di statura nei prodotti derivati, e non si può negare che ciò non sia effetto immediato delle nozze miste.

La mia esperienza personale mi ha talmente convinto dell'utilità delle nozze miste che non posso fare a meno di citare i seguenti esempi:

Per molti anni allevai sempre soggetti hors-ligne dell'anitra muschiata e che divennero tali perchè continuamente cambiavo riproduttori. Una volta il mio amico Mazzon, a cui mandai un maschio di questa specie, ebbe a dire che per la prima volta in vita sua gli era capitato fra le mani un soggetto così voluminoso.

Un proprietario di Marcianise (Terra di lavoro) mi fece vedere un suo allevamento di Brahma-Pootra, tutti soggetti di rara perfezione ma di statura molto ridotta. Sorpreso di tale diminuzione visibile di taglia, mi fu detto che da molti anni non si era mai ricorso all'introduzione di riproduttori d'altra provenienza.

Così continuando, potrei sciorinare una strabocchevole raccolta di esempi presentatisi nel corso del mio allevamento, che tutti concorrerebbero a dimostrare la somma utilità delle nozze miste.

Il Baldamus[3] propende pel rinnovamento del sangue dei nostri volatili e nel frattempo asserisce che gl'inglesi hanno sempre esagerata la questione delle nozze consanguinee e che oggi si sono alquanto ricreduti dalle loro esagerazioni.

Non dobbiamo dunque esagerare questo argomento, ma non volergli poi dare nessuna importanza, è tutt'altra cosa: prendiamo dunque la via di mezzo e cerchiamo di rinnovare, dopo qualche generazione, il sangue dei nostri volatili. Certamente sarebbe più conveniente per l'allevatore di non introdurre nuovo sangue nei suoi pennuti, e particolarmente quando questi sono di razza pura: introducendo nuovi riproduttori nel suo pollaio, egli rischia di guastare la sua buona razza, ma d'altronde il Darwin si spiega molto chiaramente su questo soggetto.