«Uno stesso amatore, come è già noto, mantiene di rado per lungo tempo la superiorità dei suoi uccelli; ciò che è incontestabilmente dovuto al fatto che il suo tipo è dello stesso sangue: è dunque indispensabile d'intromettere occasionalmente un uccello d'altra discendenza.»

Per diversi anni allevai senza successo, nei pressi di Caserta, soggetti olandesi neri a ciuffo bianco. Stante la difficoltà di procurarmi un buon riproduttore rinsanguatore, diedi sempre soggetti troppo consanguinei alle galline e finii per avere allievi totalmente rachitici, tanto che mi morivano tutti nell'adolescenza.

I colombi sopportano, meglio dei polli, le unioni consanguinee prolungate, ma non si potrà disconoscere che non sempre si accoppiano uccelli pel medesimo nido, poichè provvidenzialmente, non sempre nascono allievi appaiati nello stesso nido e spesso nasce un solo individuo. Anche nei colombi domestici abbiamo razze più delicate di altre, e ciò devesi alle strette unioni consanguinee: così molte razze di fantasia sono estremamente indebolite per la mancanza di rinnovamento del sangue — gli allevatori, in vista di conservare i disegni originali di talune varietà, non poterono introdurre nuovo sangue, altrimenti sarebbero anche scomparsi i detti disegni. Non è così dei colombi da carne in generale: questi sono estremamente robusti e prolifici, e non c'è barba d'uomo che non vorrà vedere in queste razze gli utili effetti dell'incrociamento con tipi di altra provenienza di altre razze.

Le razze migliorate dei colombi risentono, in seguito a quanto ho ora sovraccennato, immensamente degli effetti nocivi inerenti alle unioni consanguinee e così è anche delle razze le più pregiate di galline che divennero tali mediante unioni continuate fra parenti prossimi, epperò Darwin non crede che le costituzioni gracili di tali razze debbano interamente addebitarsi alle unioni consanguinee. Lo stesso Darwin si avvale del parere di Lord Sebright, il creatore della famosa razza Bantam che porta il suo nome, per ciò che riflette le fatali conseguenze delle nozze consanguinee.

«F. Sebright asserisce positivamente di aver fatto molte esperienze in proposito e di aver ottenuto dei polli con gambe lunghe, corpi piccoli e cattivi riproduttori. Egli produsse i famosi Bantams che portano il suo nome con incrociamenti complessi ed unioni consanguinee molto ristrette avvennero ampiamente in quegli animali, che sono oggi noti quali cattivi riproduttori.

«Io vidi dei Bantams argentati provenienti direttamente dalla sua razza che s'erano fatti sterili come ibridi, poichè dalle numerose uova di due nidi non sbucciò un solo pulcino.[4]»

«Hewitt osservò che nei Bantams la sterilità del maschio, meno rare eccezioni, è strettamente legata alla perdita di certi caratteri maschili secondari ed aggiunge: «io constatai, quale regola generale, che la menoma deviazione del carattere femminile, nel Bantam Sebright maschio — ad esempio l'allungamento d'un mezzopollice di due rettrici primarie, determina una maggiore probabilità di aumento nella sua fecondità.»

A chiunque abbia allevato dei Bantams Sebright, le prove raccolte dal Darwin sulla sterilità di questa bellissima razza non riusciranno certamente nuove. Per breve tempo allevai soggetti idealmente perfetti di questa razza che ebbi dal Lagrange di Autun: i primi allievi erano abbastanza fecondi, poichè provenivano dal gruppo importato che stante il cambiamento di clima si era rinvigorito, ma in seguito gli allievi nati dai discendenti di questi si mostrarono spesso totalmente sterili. Regalai una coppia di questi soggetti ad un mio amico, il colonnello Malevasi di Caserta, che non ebbe mai il piacere di poterli propagare, anzi egli mi asseriva di non aver mai visto saltare il gallo sulla gallina.

Darwin narra pure di una discendenza di polli da combattimento allevati da un noto allevatore, il Clark: — «questi vennero riprodotti tra loro a segno che erano giunti a perdere le loro disposizioni bellicose, e si lasciavano uccidere sul sito senza opporre resistenza; nello stesso tempo erano diminuiti di taglia.»

g) Elezione naturale ed artificiale. — Dal complesso di quanto ho sin'ora enunciato, risulta che l'allevatore ha il compito di dover scegliere i migliori animali per la riproduzione; e finchè si tratta di accoppiare animali della stessa provenienza, le difficoltà non sono tanto pronunziate; diverranno tali, quando, nell'accoppiamento, gli animali saranno di origine diversa. In tutti i modi, in ambedue i casi occorre applicare una elezione opportuna sui riproduttori.