Il termine elezione, adottato dal Darwin, corrisponde alla selezione degli allevatori e cioè alla cosidetta sopravvivenza del più adatto. La elezione si scinde in elezione naturale ed elezione artificiale o umana: quest'ultima è una deduzione della prima e viene così denominata perchè praticata dall'uomo. Certo non è dato a costui di alterare le leggi naturali, ma gli è dato bensì di sottoporre gli animali a condizioni speciali che la natura non offre. Così in natura, gli animali dovranno lottare per la propria esistenza, sia difendendosi contro gli attacchi nemici, sia riparandosi dal freddo, sia procurandosi il cibo, ecc,; essi dovranno dunque sottostare alle leggi della elezione naturale, in altri termini, nella lotta per l'esistenza, la natura aiuterà gli individui da essa eletti, e cioè quelli che, per condizioni speciali del loro organismo, della struttura, delle prerogative, non soccombono nella lotta per l'esistenza.

L'uomo circonda i suoi animali domestici di tutte le sue cure, fornendo loro il cibo, l'alloggio, ecc. ma contemporaneamente egli sceglierà per la riproduzione sempre gli individui i più adatti al suo uso, e con questa pratica seguirà il grande principio della elezione anche sul suo simile; così nella società umana incivilita gli eserciti sono composti di elementi provenienti da una elezione ragionata, poichè si scelgono i soli individui robusti e proporzionati, e lo stesso è in generale delle alte cariche dello Stato che vengono coperte da uomini scelti dal popolo per le loro doti di mente, d'iniziativa, ecc.

La sopravvivenza del più adatto sta certamente in intima relazione colla ereditabilità e dalla variabilità negli individui, per cui, al grande principio della elezione si connettono anche i principii ovvero le leggi della ereditabilità e della variabilità; accennerò alle stesse, benchè molto fugacemente, quando saremo giunti all'incrocio a scopo di miglioramento o di trasformazione delle razze, ove le dette leggi risultano con maggiore apparenza che non lo fanno nell'incrocio fra le stesse razze: nell'incrocio fra razze diverse i caratteri ereditari, benchè incostanti, offrono maggiori particolarità allo sguardo dell'osservatore.

Darwin insiste sul fatto che «l'importanza del grande principio della elezione riposa principalmente nel potere di prescegliere le differenze appena suscettibili che nondimeno si mostrano capaci ad essere trasmesse e che si lasciano accumulare, finchè il risultato si renda manifesto all'occhio di ogni osservatore.»

L'influenza immediata della elezione naturale nelle specie dell'avicoltura non si fa sentire che parzialmente, così talune razze, e sono ben poche non si possono adattare in un ambiente diverso del loro: le razze classiche francesi a ciuffo hanno prerogative veramente apprezzabili por l'economia domestica, ma trasportate fuori del loro ambiente diventano razze di lusso e degenerano. Che dire poi della famosa Campine e della sua varietà conosciuta sotto il nome di Braekel. A sentire i belgi, il sig. Wander Snickt alla testa la migliore fetatrice del mondo è la Campine. Veramente, se non esistesse la nostra italiana, alla Campine spetterebbe il primo posto nella produzione delle uova, ma dato e concesso che quanto dice il sig. Wander Snickt fosse vero egualmente, la Campine, si troverebbe rispetto alla Italiana sempre in grado d'inferiorità rilevante per la sua impossibile propagazione in altre contrade: la Campine, per esempio, trasportata in Italia diventa mediocre fetatrice, non così la nostra Italiana, che trasportata in qualsiasi parte del globo, resta sempre la inarrivabile fetatrice italiana, anzi, quasi sempre, diventa maggiormente prolifica.

Il compito della elezione umana è alquanto ostacolato colle specie avicole che s'incrociano liberamente, così i polli, le anitre, le oche, i tacchini, ecc., vanno divisi a norma delle razze, ma non è così dei colombi che, salvo le solite eccezioni alla regola, si accoppiano fedelmente per tutta la vita: è questa certamente la più potente ragione del perchè le razze dei colombi sono numerosissime.

h) Nozioni d'indole generale sulla fecondazione dei volatili: preponderanza di uno dei due sessi nell'accoppiamento fra polli, colombi, ecc.; correlazione di sviluppo. Qui cade certamente a proposito d'intrattenerci brevemente sulla fecondazione. Wright sostiene che spesso le traccie della prima fecondazione in una gallina possono riscontrarsi in tutta la sua vita, particolarmente se il gallo ebbe caratteri preponderanti di trasmissione. Se ciò non è sufficiente provato pure è da tenersi in considerazione, perciò l'allevatore farà bene di non unire mai le diverse razze che possiede nemmeno nella stagione invernale, epoca nella quale non si vuole propagare le razze. Non sono rari i casi nell'uomo di figli del secondo letto che somigliano al primo marito della madre.

Darwin racconta il caso d'una cavalla inglese puro sangue che accoppiata con una zebra diede un allievo zebrato; in seguito il salto sulla stessa cavalla venne compiuto da uno stallone della stessa razza, dunque un cavallo che non era zebrato, malgrado ciò nacque un allievo parzialmente zebrato; questo esempio è sufficiente per farci sospettare che un siffatto fenomeno è in relazione anche coll'osservazione ora sovra citata che spesso le traccie della prima fecondazione in una gallina possono riscontrarsi nei successivi accoppiamenti con galli differenti dal primo gallo fecondatore.

La durata della fecondazione della tacchina è nota: basta mettere a contatto colla tacchina una sola volta il maschio che tutte le uova della nidiata saranno perfettamente feconde. Diffatti, nei paesi ove questo volatile è molto coltivato, nessun contadino possiede il maschio riproduttore, tutti allevano soltanto le femmine che vengono portate alla monta una sola volta prima della deposizione delle uova d'una nidiata; all'uopo vi sono castalde che posseggono i tacchini stalloni e precisamente in quel di Castelmorrone presso Caserta vige questo sistema.

Non si sa bene invece quante uova vengono fecondate in un solo accoppiamento del gallo colla gallina e lo stesso ne è dei fagiani e delle anatre, pare però che il gallo possa fecondare 5 uova in una sola volta, secondo altri anche 7 e financo 12?