2. Se si accoppia un gallo vecchio con più di tre galline giovani predominerà uno dei due sessi, raramente sorgeranno tutti e due in egual numero.

3. Se si accoppia un gallo vecchio con cinque o più galline giovani predomineranno le galline; i galletti nasceranno dalle prime uova deposte.

4. L'accoppiamento fra individui giovani e vecchi dà risultati incerti, ma quanto più robusto è il gruppo e quanto meno sono le galline, tanti più galletti si hanno da aspettare; questi nascono sempre più abbondantemente dalle uova deposte nel principio della stagione.

Il Baldamus, e certo difficilmente si può citare autore degno di maggior fede, dice di aver ben studiato il sovracitato argomento e di essersi formato la convinzione, specialmente coi colombi, i quali, in generale, producono sempre i due sessi, che anche nelle altre specie dell'avicoltura i due sessi nascono, più o meno, in numero eguale. Il Prütz ammette come regola quasi generale, che nella schiusa dei piccioni si hanno i due sessi quando l'uovo deposto pel primo contiene la femmina, se però quest'ultimo conterrà il maschio, allora il secondo uovo darà anche un maschio e si avranno due femmine quando il secondo uovo conterrà una femmina.

Riandando a quanto ho detto sinora, risultano ad evidenza le difficoltà che si presentano nella scelta degli individui destinati alla riproduzione poichè la sorte dei futuri allievi dipende essenzialmente da questi; i riproduttori vanno scelti tra quelli che maggiormente si mostreranno conformi ai caratteri fisici e morali richiesti dalla loro razza, ma in particolar modo si avrà cura di badare alle principali qualità della razza: così, nelle galline italiane si eviteranno essenzialmente, per la riproduzione, le mediocri fetatrici, nei malesi, caratteristici per le loro gambe lunghe, si eviteranno i riproduttori che non mostreranno questo carattere.

Ho dovuto convincermi che talvolta basta guardare a pochi, magari ad un solo principale requisito dei riproduttori per avere allievi perfetti: così nei polli padovani a ciuffo si cerca essenzialmente l'ampiezza del ciuffo, ma in quanti padovani ho posseduto ho sempre potuto osservare che quelli a ciuffo ampio e sferico erano ordinariamente perfetti nel resto del corpo, mentre spesso vidi allievi a ciuffo difettoso essere imperfetti anche nel manto: nelle grandi razze asiatiche ho sempre osservato che i migliori, i più voluminosi soggetti sono quelli a tarsi ben calzati. Siffatta analogia va spiegata colla «correlazione di sviluppo,» argomento importantissimo studiato ampiamente dal Darwin.

Posso citare un fatto che non si scosta dalle argomentazioni ora sovr'accennate: nelle reali tenute di Caserta, or sono diversi anni si allevava una splendida razza inglese di mucche bianche pezzate di rosso, per riproduttori si ritenevano soltanto i soggetti aventi una macchia bianca sulla fronte, la così detta stella, quelli che non erano stellati sulla fronte venivano inesorabilmente scartati. Nei più celebri allevamenti è d'altronde sempre invalsa l'abitudine di badare a una o poche speciali caratteristiche e dall'osservanza di queste si sono mantenuto all'altezza della loro fama mondiale molte razze equine e bovine: gli esempi dei polli padovani e delle galline di razze asiatiche che ho citati ci insegnano che anche nei nostri volatili basta tener conto di una o poche parti del corpo per raggiungere, grazie alla «correlazione di sviluppo» i migliori risultati.

3. — Incrocio a scopo di miglioramento o di trasformazione delle razze.

i) La smania di produrre nuove razze è da biasimare, ma sono da incoraggiare gli incroci laddove necessitano. Eccoci all'incrocio delle razze della avicoltura, altro argomento pure importantissimo, ma che spesso viene travisato da qualche allevatore principiante e dagli ingenui: costoro, senza possedere la più che minima idea di allevamento, veggono, nell'incrocio delle razze, l'araba Fenice, la realizzazione dei loro sogni.

Gli Americani emergono particolarmente in questo ramo d'avicoltura e nè si può negare che non ci abbiano dato, quasi improvvisamente, delle splendide nuove razze; epperò la smania, l'avidità del lucro, va sempre tanto oltre da darci sedicenti razze più o meno impossibili e che naturalmente spariscono al loro nascere: ne informino i diversi giornali d'avicoltura.