- Livree a manto perfettamente uniforme,
- Livree a manto non perfettamente uniforme,
- Livree a manto variopinto.
Si può dire che, astrazione fatta del nero e del bianco, non vi sono altri manti uniformi nel vero senso della parola e difatti le altre tinte come la bleu (cenere, ardesia, acciaio,) la gialla (fulva, isabella, paglierina, cedrata, ecc.) non sono interamente uniformi perchè appariscono, dove più e dove meno, di differenti gradazioni sulle diverse parti del corpo, così sono ordinariamente più nutrite al collo, al dorso ed alla coda (polli andalusi bleu, italiani gialli, ecc.) più nutrite alla covertura delle ali e parzialmente alle penne della coda (tacchini fulvi) e così continuando potremmo sciorinare altri numerosi esempi di mantelli uniformi incompletamente. Al contrario delle precedenti, le tinte variopinte sono infinite in tutti gli allevamenti, siano essi sportivi che industriali, e specie in questi ultimi, sono predominanti assolutamente e dovute al caso, semplicemente perchè non si fanno riprodurre a norma di regole stabilite come nel campo sportivo. Si contano però anche eccezioni e così allevamenti industriali che curano lo sfruttamento di razze determinate e nella forma e nel mantello debbono rispettare oltre la prima, anche quest'ultimo, ma certo questo rispetto non va tanto oltre come nell'allevamento sportivo, quindi rimane circoscritto nell'insieme delle prerogative e non scrupolosamente e dettagliatamente nei meandri del codice.
Dopo aver letto il surriferito, sulle labbra dell'avicultore perspicace spunta genuina la domanda: quali sono dunque le livree che meglio si confanno nell'allevamento sportivo e quali quelle che meglio convengono nell'allevamento industriale? La risposta non può essere pronta e spontanea quanto la domanda, ed essa sarà necessariamente subordinata a svariate circostanze, che tutte metterò in evidenza nel corso di questo capitolo, circostanze che una volta conosciute nella loro essenza ci metteranno in grado di poter rispondere esaurientemente alla suddetta domanda.
Nell'allevamento sportivo sono rilevanti le difficoltà che s'incontrano per ottenere mantelli variopinti inappuntabili, cioè conformi in tutto e per tutto alle norme del codice d'avicultura: ogni allevatore sa le difficoltà che si connettono a certe livree variopinte specializzate in alcune razze di colombi, di polli, di anatre, ecc., ma non si creda però che le stesse difficoltà siano attenuate di molto nelle livree più o meno uniformi. Certo è più facile selezionare individui caratterizzati da mantelli perfettamente o non perfettamente uniformi, giacchè è escluso in essi qualsiasi traccia di disegno o di complicata ripartizione di colori come nei soggetti a piumaggio variopinto, epperò le difficoltà per mantenere la purezza del colore uniforme danno anche grattacapi non pochi allo allevatore.
Livree a manto perfettamente uniforme.
Le diverse specie dell'avicoltura contano tutte, salvo poche eccezioni, animali a manto bianco ed animali a manto nero, cioè animali dal manto perfettamente uniforme. La bianca e la nera sono due livree assai diffuse e che offrono, più di qualunque altra, ampio argomento di discussione, quindi le passerò ambedue esaurientemente in rassegna.
Le razze a manto bianco devono la loro origine a progenitori che subirono l'albinismo in seguito allo stato di domesticità e che poi perpetuarono l'anormale livrea nei loro discendenti. D'altronde non sono rari i casi d'albinismo che improvvisamente si manifestano negli animali da cortile e chiunque sia stato assiduo lettore di giornali di Avicultura avrà spesso trovato citati esempi del genere capitati ad allevatori sperimentati; così un gallo di razza Polverara nera divenne perfettamente bianco nella seconda muta, una gallina Wyandotte argentata imbiancò completamente nella muta annuale ed io stesso ebbi un'anatra muschiata pezzata che pure imbiancò completamente nella muta. Spesso succede che da genitori colorati nascono allievi bianchi e difatti non è gran che difficile di provocare il mantello bianco seguendo i dettami teorici che ci addita l'allevamento, e si raggiunge l'intento sia colla selezione che coll'incrocio: col primo sistema, certo più difficoltoso del secondo, si terranno per la riproduzione sempre gli allievi i più sbiaditi di colore e si continuerà questa selezione per qualche generazione sino alla eventuale riuscita, che però non sempre si verifica. Se poi la razza ab origine fu formata coll'intervento di un progenitore bianco, allora il lavoro può essere più facilmente coronato da successo, così p. es. non fu difficile a formare dalla Wyandotte argentata la varietà bianca, che ora fa tanto parlare di sè per la sua produttività, perchè nella razza madre, nell'argentata, scorre appunto il sangue d'una razza bianca, la cocincinese bianca. Difatti chiunque abbia allevato la razza Wyandotte argentata avrà rimarcato che gli allievi a manto molto sbiadito, cioè più bianchi che argentati, non sono tanto rari: è chiaro che siffatti allievi riprodotti fra di loro per più generazioni di seguito dovranno finire per dare qualche soggetto perfettamente bianco. D'altronde quest'osservazione calza per tutte le razze di galline argentate in generale che sono note per la loro tendenza ad imbiancare ad ogni muta; ma più delle galline sono i colombi dai manti fantastici, disegnati di bianco e nero o di più colori, che formano la disperazione dell'allevatore per mantenerli a norma del codice. I mantelli di questi colombi, specie se bianchi disegnati di nero, hanno spiccata tendenza ad imbiancare e certo la formazione di razze bianche da simili soggetti non offrirebbe difficoltà di sorta col sistema della selezione. L'ottenimento del manto bianco col sistema dell'incrocio, confrontato col precedente, cioè con quello della selezione, può dichiararsi di esito assai più sicuro e sollecito, e difatti nell'incrocio il risultato è rapido e basta quasi sempre un solo accoppiamento d'un volatile bianco con uno colorato per ottenere diversi allievi bianchi: certamente saranno allievi non perfettamente fissati nella livrea e che perciò, anche se accoppiati fra di loro, daranno più d'un soggetto colorato, ma d'altra parte l'inconveniente sparirà abbastanza speditamente mediante una selezione oculata dei soggetti.
Il colore bianco è effetto della mancanza di pigmento alla piuma, ma non sempre trattasi di assenza totale, poichè in talune razze delle specie avicole, in particolar modo nel pollo, non tutta la piuma è imbiancata e bensì le sole barbe, il fusto rimanendo colorato: ciò si verifica in tutte le razze di galline a zampe gialle e che sono per conseguenza ad epidermide e fusti pure pigmentati di giallo, così la gallina italiana bianca, la Wyandotte bianca, la Cocincina bianca, ecc.; ma diverse altre razze di galline hanno epidermide, se non giallastra come le precedenti, per lo meno tendente più o meno al giallastro assai sbiadito e per conseguenza anche tenuamente giallastro il fusto delle piume.
Tutte le razze francesi da carne hanno questo requisito, poichè la loro epidermide è del colore dell'avorio e similmente si può dire delle generalità dei polli europei a zampe verde oliva, bleu ardesia, grigio nerastro, nere, ecc., infine quasi tutte le razze classiche da carne del suolo europeo hanno epidermide colorita in bianco avorio e non altrimenti. Epperò ciò non si verifica sempre, e così si vedono polli dall'epidermide assolutamente o quasi non pigmentata, dall'epidermide infine finamente rosata; siffatti individui hanno per correlazione anche tarsi e becco più o meno rosati e, pure sempre per correlazione, fusti più o meno bianchi alle piume. Trovansi in simili condizioni quasi tutte le razze di allevamento inglese che sono note per le carni finamente rosate, ma ritorneremo su questo soggetto.
L'esempio il più saliente dell'epidermide intensamente colorita malgrado la piuma bianca, più che nella Italiana bianca, nella Wyandotte bianca, ecc. l'abbiamo nel gallus lanatus, la Mora a seta degli Avicoltori: in ambedue i sessi la pelle è nera in tutta l'estensione del corpo, e ciò in contrasto col candore niveo del serico piumaggio che ricovre l'animale. Questo carattere anormale ha una stupefacente forza di trasmissione, tanto che se s'incrocia un pollo a pelle bianca e piume normali con questa razza (le piume di questa gallina sono composte di fusti deboli e molli e di barbe eccessivamente lunghe, molli e pioventi sì da sembrare a fili di seta), i prodotti d'incrocio risultano quasi sempre a pelle nera, e gli stessi, riprodotti fra di loro, daranno allievi la di cui generalità avrà anche la pelle nera in tutta la estensione del corpo, mentre che le prerogative del serico piumaggio andranno scomparendo.