Nel 1879 per convincermi dell'influenza che può esercitare il cibo sulla pigmentazione dell'epidermide e dei succhi nutritivi assimilati dagli animali, intrapresi una serie d'esperimenti con bachi da seta di razza bianca. Durante tutto il periodo dell'ultima muta sino al giorno in cui i bigatti salirono al bosco somministrai per lotti separati foglie di gelso tinte preventivamente in apposite soluzioni di materie coloranti innocue e poi fatte asciugare in aria corrente, così somministrai ad un lotto di bachi foglie rosse, bleu ad un altro, azzurre ad un terzo, violette ad un quarto e gialle ad un quinto. L'epidermide dei bachi divenne notevolmente colorata, ma stante il fondo cupo del suo colore rimase di tinta sporca ed indefinita, ma la bava che emisero i bachi durante la confezione del bozzolo era riccamente colorita di modo che alla fine si ebbero magnifici bozzoli rossi, verdi, gialli, bleu e violetti. Il lotto figurò alla mostra regionale di Caserta dello stesso anno ed attirò la viva curiosità di tutti i visitatori. La dimostrata colorazione dei succhi nutritivi risultata dalla colorazione dei bozzoli dovrebbe far supporre che forse polli così trattati potrebbero anche dare.... uova colorate, dunque potremmo ottenere polli dal manto e dalle uova vivamente colorate, polli infine che darebbero.... le uova di Pasqua.
Nel mentre la livrea bianca deriva dalla mancanza di pigmento alla piuma, la nera rappresenta all'opposto la piuma pigmentata sino alla saturazione da tutti i colori dello spettro. Se realmente esistesse, in rapporto alla rusticità e produttività degli animali, una relazione col pigmento tutte le livree nere dovrebbero appartenere ad animali più robusti dei bianchi: come ho detto precedentemente ciò è presumibile se poniamo di fronte alle razze nere altre razze completamente albine, cioè bianche per così dire sino al midollo delle ossa, ma ho dimostrato che tutte le razze dell'Avicultura a livrea bianca, quasi nessuna esclusa, non si trovano in simili condizioni. Ciò premesso, affermare p. es. che un pollo nero sia più robusto d'uno bianco generalmente non è esatto, specie poi se l'affermazione dovesse riflettere le anatre si direbbe allora specialmente una castroneria.
L'anatra domestica deriva dal germano reale che non è nero mentre abbiamo qualche razza domestica di questo colore, similmente non è nero il gallo Bankiva, il capostipite della gallina domestica, mentre che abbiamo razze nere a dovizia fra le galline e così continuando potremo dire lo stesso del colombo che deriva dal torraiolo noto pel suo manto ardesia. Come nella livrea bianca trattasi di albinismo quasi sempre parziale, nella livrea nera constatiamo che si tratta di melanismo pure sempre parziale; difatti il melanismo nei polli si presenta perfettamente alle barbe delle piume, non sempre così completo al fusto e per nulla affatto all'epidermide, che al contrario rimane bianchiccia, ma non così nella Labrador che è un'altra nota pel suo manto nerissimo e per la sua pelle bensì bianchiccia, ma sempre parzialmente ed insensibilmente soggetta a melanosi. La mora a seta, la gallina che ci offre uno splendido esempio di melanosi localizzata parzialmente nell'organismo e quasi totalmente all'epidermide, ma per nulla affatto alla piuma, che al contrario è bianca, ci prova maggiormente che il melanismo nei polli è come lo albinismo quasi sempre parziale.
Nell'allevamento industriale dei polli la livrea nera è più diffusa della bianca, così molte fra le più celebrate razze da prodotto sono tutte nere e difatti abbiamo la famosa poule de Bresse, la poule du Mans, la poule de Nantes, la poule de Caumont, la Caussade, la Crèvecoeur, la Flèche, la Barbézieux, la courtes-pattes, ecc. che giustamente formano il vanto dell'Avicultura francese, la razza antica del contado padovano, già celebrata nei versi del Tassoni, la Polverara, la Valdarno vanto dei Toscani, la Langshan, già tanto sfruttata nella formazione di nuove razze e nel rinsanguamento di antiche razze ed ora un po' ingiustamente dimenticata, ecc. ecc. A tutte queste razze ultraproduttive e di fama mondiale, sono state aggregate le corrispondenti varietà bianche che sono, come è noto inferiori alla razza tipica nera sotto tutti gli aspetti, assolutamente. Da questo fatto indiscutibile taluni vogliono inferire che i manti bianchi rappresentano individui più delicati dei neri, ma così non è indubbiamente come ho dimostrato più avanti: net caso che c'intrattiene, se si hanno individui bianchi inferiori alla tipica razza nera, vuol dire che tutte le suddette celebri galline vennero sempre, per abitudine inveterata, a preferenza coltivate nel manto nero e che perciò sotto queste non mentite spoglie assursero gradualmente, di generazione in generazione, alla fama attuale. Vuol dire, che le stesse galline avrebbero egualmente raggiunto gli stessi risultati se fossero sempre state coltivate sotto le spoglie di razze bianche invece che nere. È radicata però in tutti i nostri contadini la convinzione che le galline le più produttive siano le nere e difatti, nel mentre questi sono restii ad adottare un mantello unico nei loro piccoli allevamenti, le adottano talvolta per le galline nere e non è rarissimo il caso di vedere nei cortili, nelle campagne, branchi di simili animali e forse così si spiega il numero preponderante di celebrate galline a manto nero. Il fatto per se stesso è significativo inquantochè dovrebbe deporre a favore delle livree nere di fronte alle bianche ed alle colorate nel requisito della produttività in generale, ma ripeto alla noia che ciò non è ammissibile e che se le razze nere sono in numero preponderante ciò è da attribuirsi soltanto all'uso inveterato di coltivarle con preferenza. Se però abbiamo in sovrabbondanza campioni mondiali fra le razze nere di polli, non così possiamo dire assolutamente sulle razze delle altre specie dell'Avicultura, così p. es. fra le anatre i pochi rappresentanti a manto nero, se sono in generale di valore industriale riconosciuto, non perciò sono superiori alle consorelle bianche, anzi quasi tutte sono di gran lunga inferiori nei requisiti economici.
L'importanza straordinaria della livrea nera nell'allevamento industriale delle galline, specie in Francia, trova eco anche nell'indirizzo sportivo, epperò in questo campo credo che sia prevalente la preferenza al bianco. Tutti i polli neri, specie il gallo, sono caratterizzati da vivaci riflessi verde-metallico, ma spesso degenerano nel violetto. Lo sport saggiamente rifiuta questi ultimi poichè non si accompagnano mai ad un nero perfetto e perciò richiede per qualsiasi razza esclusivamente riflessi verdi. Non tutte le razze di galline nere hanno la medesima intensità di riflessi, così questi sono rappresentati nella massima proporzione presso la splendida Langshan ed in grado veramente sorprendente, tanto che un gallo Langshan dal primo anno di età sino al secondo, che più nero, appare per così dire quasi tutto verde. Il codice tascabile d'Avicultura del Kramer che contiene ben 90 tavole colorate di rara perfezione ci mostra p. es. una coppia di Langshan che dovrebbe sembrare troppo vivacemente ornata di riflessi verdi, e difatti a tutti i profani cui mostrai il libro quella tavola fece sempre l'impressione d'essere troppo caricata di verde; ma positivamente non vi è per nulla esagerazione in quella dipintura, che riproduce assai fedelmente l'eccessivo riflesso di questa splendida razza, riflesso strabiliante non rinvenibile in tale proporzione presso nessun'altra razza di galline nere. La razza italiana nera p. es. è pure fornita di abbondanti riflessi e forse, dopo la Langshan, non ha rivali in questo campo, ma checchè si voglia è sempre abbastanza meno verde di questo. La Cocincinese nera p. es. ha ancora meno riflessi dell'Italiana quantunque, senza dubbio alcuno, per lo passato si perfezionò il già difettosissimo manto nero della Cocincinese coll'intervento della Langshan. Ora se osserviamo la piuma della Langshan in confronto delle altre razze troviamo che la stessa è sempre più intensamente nera, dunque possiamo concludere che l'intensità dei riflessi metallici è proporzionata all'intensità del nero della livrea.
Abbenchè uniforme completamente come la bianca, la livrea nera offre egualmente non poche difficoltà per ottenersi pura e vi sono razze nere di galline che spesso deviano dal nero intenso dando allievi soverchiamente affumicati, specie nelle parti inferiori del corpo. In generale per le razze nere si esigono le seguenti caratteristiche: piumaggio nero intenso a riflessi verdi, penne del volo e della coda anche nere, mai nero fumo o grigio cenere chiaro od oscuro, mai e poi mai parzialmente bianche. Nel cortile più d'un animale appare nero, ma preso nelle mani ed esaminato attentamente lascia molto a desiderare. Costituisce grave difetto, non solo come fu detto la presenza di bianco al volo, ma anche alle falci e similmente un piumaggio grigio-cenere nelle parti inferiori del corpo. Fra tutte le razze di galline nere la Langshan è indubbiamente quella che mostra più di tutte caratteri perfettamente fissati, e tutti i grattacapi in cui si va incontro per attenersi alle prescrizioni d'un manto irreprensibilmente nero come è richiesto dal codice quasi non si verificano in questa razza. Non così p. e. l'Italiana, che spesso venne meno al suo compito e similmente dicasi della Cocincinese nera.
Non meno difficile è la conservazione della livrea nera nei colombi, che assai spesso deviano dal nero intenso o più spesso ancora tradiscono penne bianche: nel colombo nero, al contrario della gallina, sono prevalenti i riflessi violetti e perciò ammessi dal codice. In relazione dei riflessi violetti è pure il nero della piuma, che è perciò sempre piuttosto d'un nero rossastro, anzichè verdastro come nei polli, quindi credo di non errare se affermo che fra tutte le razze nere di colombi nessuna eguaglia nell'intensità il fondo nero del piumaggio della gallina Langshan.
Le anatre nere, più ancora dei polli e dei colombi, formano la disperazione dell'allevatore, poichè è difficile, se non impossibile il più delle volte, d'ottenere costantemente un mantello irreprensibile. L'anatra muschiata p. es. tende sempre a dare allievi pezzati e questo inconveniente manifestasi anche con soggetti selvatici importanti: mantenere un mantello irreprensibile in un allevamento di questi utili animali è difficile assai, quindi varrebbe la pena di adottare la livrea bianca che è molto facile ad essere fissata, ma non così la pezzata che dà sempre macchie irregolarmente distribuite. Non meno ostinata è l'anatra del Labrador che sempre tradisce penne bianche al petto e che non si possono eliminare malgrado la più oculata selezione. Sono caratteristici gli appariscenti riflessi metallici che sempre accompagnano il nero mantello della Labrador: sono riflessi verdi di straordinaria lucentezza distribuiti molto intensamente alla testa e con un po' di minore intensità su tutto il corpo, ma sempre in modo rilevante.
Livree a manto non perfettamente uniforme.
Avendo già definita la natura di queste livree all'esordio di questo capitolo, ora non ci resta che ad esaminarle nel loro dettaglio e ne enumereremo solamente le principali, che le secondarie, quelle cioè che da queste derivano, non meritano particolareggiata menzione, ma solo un accenno fugace. Difatti queste livree secondarie concordano nei particolari, nella disposizione delle loro graduazioni sul piumaggio dell'animale perfettamente colle principali e ne differiscono soltanto nel fondo di colore. Due soltanto sono le livree fondamentali di questa categoria e cioè la livrea bleu e la livrea gialla: sia la prima che la seconda danno origine a colori di differenti toni, ma che tutti hanno, nel primo caso il fondo bleu e giallo nel secondo.