MERLINUS.

Tres sumus unius tum animae tum corporis. Iste
nascitur, ille cadit, tertius erigitur.
Is legi paret naturae, schismatis ille
rebus, evangelico posterus imperio.
Nomine sub ficto «triperuni» cogimur idem:
infans et iuvenis virque, sed unus inest.

LIMERNO.

Giove, Nettuno, Pluto d'un Saturno
ebber a sorte il ciel, il mar, l'inferno;
fulmini, denti, teste in lor governo:
tre trine insegne per tre cause fûrno.
Tre fonti, oltra le tre del mio Liburno,
nacquer d'un capo santo al sbalzo terno:[7]
cosí Merlino, Fúlica, Limerno
si calcian d'un Teofil il coturno.
Mantoa sen ride e parla con Virgilio:
— Tu sei pastor, agricola, soldato,
perché del nòmer terno Dio s'allegra.
Ridi tu meco ancora, dolce filio,
quando che sotto un nome triplicato
sortisca una confusa mole e pegra.[8]

FÚLICA.

Fermati alquanto, lettore amantissimo. Son certo che lo exastico e sonetto di mei compagni di sopra ti parono duri e scabrosi. Non vi slungar, in guisa di rinoceronte, suso il naso, ti prego, ché 'l ladro il quale rubasse di giorno saria tantosto compreso. Quivi ci fa mistiero di scurezza e caliginosa nebbia: ma se li capoversi per tutto il nostro Caos provvidamente scegliere saperai, chiaro e limpido finalmente ti parrá lo intricato soggetto nostro. Ma solamente un bell'avviso quivi darti intendo: che totalmente sul ternario numero siamosi, per conveniente ragione, fundati. Prima tu vedi lo titolo del libro essere tre parole: Caos del triperuno.[9] Segueno poi le tre folenghe,[10] ovver fòliche son dette, le quali sono antiquissima insegna di casa nostra in Mantoa. E sotto specie di loro succedono le tre donne[11] di tre etadi[12] e di tre fogge di parentela[13], da le quali derivano li tre prolissi argomenti[14], ciascuno di loro in tre parti diviso[15]. Noi siamo poi di tre nomi: Merlino, Limerno, Fúlica.[16]

Li quali, cominciando il nostro Caos, in tre «selve» lo spartimo,[17] con li soi tre sentimenti[18]; ma lo piú autenticato al giudicio de l'ingenioso lettore dimettemo.


SELVA PRIMA

DISTICHON