Far una impresa tostamente e bene,
che d'alto pregio ed eccellente sia,
nostra vertú non è, Tecnilla mia,
ma solo al Re celeste ciò conviene.
Egli sol è, che tra 'l pensier e l'atto
non cape tempo, quanto esser può, breve;
che producendo un fior non ha men leve
fatica, ch'ebbe a far quanto è mai fatto.
Quest'animal è di maniera tale,[83]
che, qual sia per venir, non vien sí presto;
cosa non giá d'altro animal, ché questo
vive dapoi, quell'è caduco e frale.
Però gran tempo, ove l'arte s'impaccia,
va tanto piú quant'è l'opra piú degna:
tu stessa el sai, né alcun altro te 'nsegna,
se non la prova e le tue stanche braccia.
TECNILLA.
Non le dir stanche, ove 'l sudor gradisce,[84]
ché un dolce incarco mai non fa stracchezza;
onde, quanto lo indugio, la prestezza
perfettamente ogni opra sua compisce;
ché, ove intervien de nostri alti pensieri
volunteroso ed avido consenso,
sí pria l'affetto e poi l'effetto immenso[85]
cresce, ch'al fin non ha che piú alto speri.
Io sola in l'uomo tutti e' miei concetti
lieta riposi, e non in altra cosa;
e tu, Almafisa, benché neghittosa
gli sei, non temo giá che 'l sottometti.
ANCHINIA.
Taci, non dir cosí, germana sciocca,
ch'error di lingua va né mai ritorna;[86]
troppo sei baldanzosa; e chi le corna
in ciel vòl porre, al fin giú si trabocca.
Natura non pur l'uomo, ma, piú d'uomo
se cosa altéra nasce, per la chioma
la tien al segno; egli la grave soma,
volendo o no, sen porta, umile e domo.
TECNILLA.
Sí; quando l'arte mia non vi s'arrisca[87]
opporsi a quante passioni ed onte
fargli può mai quella soperba fronte,
ch'ei sotto soi flagelli s'invilisca.
ANCHINIA.
Tu fermamente, se non tutta, in parte
sei fatta stolta e garrula, Tecnilla,
la qual in foggia d'arrogante ancilla
a tua madonna crediti agguagliarte.
So ben ch'ogni pensier hai d'imitarla[88]
e, vòlta in tal desio, sempre la invídi;
onde, perché non mai la giugni, gridi
e latri come chi d'altri mal parla.
Ma sta' sicura che senz'onda il mare,
senza splendor il sole, senza belve
e nanti senza augelli fian le selve,
ch'un picciol nevo mai lei poscia equare.
E ciò saper non m'è durezza alcuna,
quando ch'io d'ambe voi son l'aiutrice,
ed anco Pirra, donna ferma, altrice[89]
di tutte prove, vien meco in quest'una
sentenza: che Natura, in un momento
formando un picciol vermo, eccede tanto
l'arte operante al sforzo estremo, quanto
ogni vil cosa l'ampio fermamento.
Di che qui darti intendo un sano avviso:
se alcuna è in te virtú, la riconoschi
sol d'Almafisa, che se i monti e boschi
ci nega, l'opre nostre son un riso.
TECNILLA.