N é per speranza d'altri beni, né[197]
V oglio per alcun pregio for di qui
R eddurmi ad altri piú felici dí.
S ciocco sperar il ben ch'anco non è!
I o nacqui solo per gioir qua giú:
N oi dunque in terra e Dio nel ciel si sta;
I ndarno altrui sperarvi chi non sa!

MERLINUS

V era ais! O corsi, o admiranda potentia greghi!
T antula ne in puero doctula lingua meo?

TRIPERUNO

R iposte cime, poggi ombrosi e colli,
E voi di lardo e di persutto ripe,
D ensi antri d'onto e tripe,
E mpíti noi, che pieni e ben satolli
A vostro onore scoppiaremo versi,
T a' forse, che non mai sonôr sí tersi!

MERLINUS

P annadae hinc abeant, aqua coctaque febribus apta!
R adices herbaeque habiles in pascere capras,
I te ad menchiones, ite ad saturare legeros,
S tant qui per boscos, per montes perque cavernas[198]
T essere sportellas, tenuatum battere corpus,
I nglutire favas, giandas ac millia quae fert
N atura et porcis et asellis atque cavallis!
A t nos hic melius starnae turdoque studemus.

TRIPERUNO

N on sia cagion che mai da te mi scioglia,
O mio maestro e guida,
R iposo, oggetto mio, mia scorta fida!
M angiamo dunque e rallentamo i fianchi,
A cciò ch'un bon castron da noi si franchi.

MERLINUS