Questa fortuna al mondo è 'n Bagattella,
ch'or quinci altrui solleva, or quindi abbassa.
Non è Tempranzia in lei, però fracassa
la forza di chi nacque in prava Stella.
Sol una temperata forte e bella[250]
donna, che di splendor le Stelle passa,
la instabil Rota tien umile e bassa;
e 'n gioco lei di galle al mondo appella.
Costei tempratamente sua Fortezza
usato ha sempre, tal che 'l Mondo e 'nsieme
la sorte de le Stelle a scherzo mena.
Ben può fortuna con sua leggerezza
ir ne le Stelle di piú forze estreme:
chi sa temprarsi lei col Mondo affrena.

TRIPERUNO E LIMERNO

Triperuno. Questo altro sonetto appresso di me piú del primo lodevole mi pare: cosa che giá per lo contrario giudicai da prima dover essere, attendendovi quella sorte del «Bagattella» non potere se non li soli consorti disconciare. Ma, sí come a me pare, de gli altri assai meglio vi quadra.

Limerno. Ogni cosa che ad essere patisce durezza, lo piú de le volte eccellente diviene: laonde Focilla, donna, come si vede, prudentissima, contristandosi prima di cotal leggerezza a lei per ventura sortita, or che reuscita la vede in maggior suo onore, giubila e saltella. Ma vengo a l'oscurissimo soggetto de li disordinati trionfi di Falcone, al quale, sopra tutti gli altri gentile, doveva la meglior fortuna accadere.

LUNA, APPICCATO, PAPA, IMPERATORE, PAPESSA

Europa mia, quando fia mai che l'una
parte di te, c'ha il turco traditore,
rifráncati lo Papa o Imperatore,
mentre han le chiavi in man, per lor fortuna?
Aimè! la traditrice ed importuna
ripose in man . . . . . . . . . . onore[251]
di . . . . . e tien . . . . . furore
sol contra il giglio e non contra la Luna.
Ché se 'l . . . . non fusse una . . . .
che per un piè . . . . . . . . sospeso tiene,
la Luna in griffo a l'aquila vedrei;
ma questi . . . . . . . . . . miei
fan sí che mia Papessa far si viene
la Luna, e vo' appiccarmi da me stessa[252].

TRIPERUNO E LIMERNO

Triperuno. Voi giocate, maestro mio, sovente al mutolo in questo sonetto.

Limerno. Fu sempre lodevole.

Triperuno. Che cosa?