Povere ed innocenti vittime del dovere professionale! Il libro degli Edda lo ha detto da tanti secoli. Nessuno è forte contro tutti. E quei poveri soldati giacciono lì sotto quel pietoso materasso che solo li nasconde alla curiosità del popolo tumultuante, e le loro povere madri pensano forse a loro in quella stessa ora nelle lontane steppe dell'Ungheria al dì del ritorno e che non verrà mai, mai più!

Quella folla, che si è già macchiata di sangue, non ha però tempo ne voglia di occuparsi di quei poveri morti. Tumultua, grida, schiamazza, mentre la Deputazione è in conferenza coll'O'Donnell.

Era le mille voci che riempiono il cortile, le scale, la via, si ode una voce più alta, che per un momento fa tacere le altre e ad esse si sovrappone: L'Arcivescovo, l'Arcivescovo! Largo all'Arcivescovo!

Era il Romilli, che l'anno prima, l'8 di settembre, aveva fatto il suo solenne ingresso in Milano e che succeduto al Gaisruck tedesco, era divenuto subito popolare, perchè italiano e buon uomo.

Il Romilli più che camminare era portato anch'egli su per lo scalone, mal difeso da alcuni sacerdoti, che lo difendevano dal troppo caldo entusiasmo dei suoi concittadini. Salutava a destra e a sinistra, sorrideva, ma era agitatissimo. Guardava con certo terrore una coccarda tricolore, che gli avevano appiccicata sulla veste talare.

Si conferiva intanto nel gabinetto del Governatore, e la folla febbricitante di impazienza alzava sempre più le note del suo patriottico entusiasmo. Ma ecco che si apre la porta del gabinetto e ne esce il conte Carlo Taverna, che dà la notizia delle prime concessioni.

Signori, il Governo ha fatto le concessioni....

E non si ode il seguito.... Concessioni, sta bene, ma di che, ma di cosa? La impazienza cresce, diventa angosciosa e le grida crescendo impediscono di udire.

Un tale grida: Scriviamo la concessione e gettiamo il foglio nel cortile. Una penna, dei calamai, dei fogli!

Si trova dopo confuse ricerche un calamaio, ma senza penne e senza carta. La carta la troverò io, grida un impiegato e porta dei bollettini di leggi e circolari, che hanno sempre un foglio in bianco.