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Ecco il principio della rivoluzione, ecco la prima delle cinque gloriose giornate, che scrissero una pagina d'eroismo nella storia d'Italia e diedero una lezione ai despoti; nè starò a descrivervi tutte le scaramuccie, tutti i particolari della lotta, che non aveva un solo generale, nè un solo piano di tattica, ma che si combatteva in tanti centri, quanti erano rappresentati dalle caserme, dal Comando di piazza, dalla polizia e con diversa fortuna, secondo i luoghi e gli uomini che combattevano.

Non accennerò che a qualche episodio. Mettendoli l'uno accanto all'altro, avrete il quadro della sommossa.

Corre la voce, che davanti al Gran Comando Generale posto in via di Brera, i soldati fraternizzano col popolo. Si spiega la cosa, aggiungendo che quei soldati son tutti ungheresi e italiani. Se un cittadino di alta autorità e di grande energia si presentasse al Comando, potrebbe intimare la resa a quel battaglione.

Ma c'è chi soggiunge:

È vero: son tutti italiani e ungheresi, non chiederanno di meglio che di arrendersi; ma gli ufficiali son tutti tedeschi e conviene che per trattare con essi ci voglia chi sappia il tedesco.

L'uomo coraggioso si trova, anzi se ne trovano due, perchè al Torelli si aggiunse l'Anfossi, e entrambi, senza misurare il pericolo della loro impresa, si avviano al Comando.

Era tutto un quadrato di soldati, che fitti fitti e armati stavano davanti alla porta del palazzo. Il Torelli, traendo un fazzoletto bianco e sollevandolo in alto, gridò con tutto l'entusiasmo: Eljen Madjar! Risposero in molti Eljen! Eljen! e parecchi strinsero la mano al nostro Torelli.

Egli ravvisò un maggiore, che ravvolto in un gran mantello impermeabile a causa della pioggia, stava dinanzi alla porta chiusa del Comando e tentò di persuaderlo ad arrendersi. Ormai il popolo era padrone della città, era bene evitare un inutile spargimento di sangue.... si arrendesse.

Il maggiore lo ascoltò con tutta la calma, senza dar segno di impazienza o di sdegno, e si accontentò di rispondere: No, non lo posso, non fate ostilità voi, e non ne faremo noi.