AI BACHICULTORI VERONESI

La quantità e la qualità dei bozzoli (gallette) dipendono dalla buona semente e dal modo di tenere i bachi e di fare il bosco.

Per la qualità specialmente, una parte della provincia veronese lascia ancora da desiderare. I filandieri si lagnano dei nostri bozzoli. Ma noi potremo in breve far cessare tali lagnanze se ci metteremo ad allevare bachi di buone razze e a tenerli meglio. Allora il nostro bozzolo sarà più ricercato e meglio pagato.

Ecco dunque lo scopo di queste istruzioni che spero di vedere bene accolte e osservate[1].

T. P.

I. La semente.

1. Il seme-bachi deve essere assolutamente cellulare. Non si deve pagarlo troppo poco. Se infatti il prezzo alto non sarà sempre una guarentigia di diligente e buona preparazione, il prezzo troppo basso sarà sempre una prova certa che il seme non è cellulare, anche se venduto per tale, ma bensì industriale, cioè preparato senza selezione microscopica.

La semente dei bachi da seta si acquisti dunque da Ditte di fama illibata e di conosciuta competenza, e preferibilmente provenga da allevamenti fatti in luoghi montuosi, o almeno molto ventilati.

2. Si dia la preferenza alle razze incrociate bianco-gialle (femmina chinese e maschio indigeno tipo Ascoli) di primo incrocio, e ad altre simili che abbiano dati i migliori risultati negli allevamenti degli anni precedenti. Non si corra troppo facilmente incontro alle novità!