—È vero! disse compiacentemente Zaeli.

—Sta bene godersi la vita in una solitudine di tenerezza e di gioia, ma l'eccesso guasta le cose più belle. Paolina non invita nessuno, non si lascia vedere, è diventata egoista a quanto mi pare. Voi non dovreste coltivarne la selvatichezza fosse pure come è, figlia d'amore.

Zaeli sorrideva e assentiva.

—La compagnia è a guisa di un condimento che rende migliori le cose ottime… no? io dico di sì e d'altronde quando vi è la prospettiva di un'opera buona, non si guarda troppo a sè stessi. Vi saluto.

* * *

Paolina Zaeli non istette a discutere se suo padre faceva o no ottima cosa prendendo in moglie la vedova Rigotti, cui tutti avevano in istima e simpatia per l'intemerata condotta e la bontà proverbiale; ciò che la impensierì seriamente fu la preghiera trasmessale dal marito a nome del padre, di prendere in campagna Cecilia Rigotti.

—Prendere con noi la Cecilia? aveva esclamato Paolina arrossendo vivamente. E tu che cosa hai risposto?

—Nulla.

—Dimmi il tuo parere.

—Mi rimetto a te. Tuo padre dipinge la giovane in uno stato deplorevole, ci rimprovera di non aver pensato con spontanea cortesia di offrirle ospitalità onde si ristabilisca meglio in salute prima di farsi suora.