—E la figliuola della signora Rigotti?

—È risoluta di farsi suora.

—Senza vocazione!

—Verrà.

—Senza dote!… che vi vuole un poco di dote anche sposandosi a Dio.

—Si sta raccogliendo da delle anime pie qualche obolo ch'io poi fra me e me destino tanto al convento quanto al marito che potrebbe sbucar fuori da un momento all'altro. Immaginatevi una donna rovinata! usa com'era al divertimento, a star sulle gale, a tutto quel ben di Dio che le procurava suo padre, ora è rovinata! Ispira pietà, e non tocca lavoro, non esce, si è prefissa di farsi suora per due motivi, io suppongo: il primo, perchè non sbuca fuori un marito, il secondo, perchè le parrà meno fastidioso recitare delle orazioni che procacciarsi da vivere con la fatica delle sue mani. Frutto di educazione, caro mio! ah, quel Rigotti deve avere avuto un curioso da fare con Domeneddio che gli avrà domandato conto di questo e questo… Del resto la Cecilia fa compassione.

Si alzò, stese la mano al genero in atto di accomiatarsi.

—Vi saluto, Zaeli, e vi prego di comunicare a Paolina le mie intenzioni ch'io spero non abbiano a disturbarla e a inasprirla… vorrei vedere!

—Paolina gradirà di vederlo sollevato, caro dottore.

—Lo credo, lo credo; è una creatura adorabile la nostra Paolina. A rivederci, avvocato… oh!—tornò indietro.—Un'altra idea, filantropica questa, umanitaria, gentile come volete! siete in campagna, avete un appartamento più vasto di quanto vi abbisogna e non prendereste un mesetto con voi la Cecilia Rigotti?… è amica di Paolina, non vi darà soggezione e farete un'opera buona tanto è sconsolata, magra, avvilita la povera ragazza. Ditelo a vostra moglie, per bacco! certe idee non dovrebbero essere suggerite.