—Ma, potresti riconciliarti con la vita, mediante un collocamento decoroso…

Un sorriso più triste d'una lagrima, passò sul bel volto della
Rigotti.

—Nessuno pensa a me, oggi che son caduta nella disgrazia! ma non importa. Ora mia madre è salva dalla miseria, continuò addolcendo la voce, ed io posso allontanarmi da lei più quieta nel cuore.

—Ti farai suora di carità? chiese Paolina, dopo breve silenzio.

—Mi farò cappuccina.

—Ma le suore di carità sono utili al mondo perchè lavorano!… esclamò vivamente la signora Zaeli.

—Le cappuccine pregano: rispose breve, Cecilia Rigotti.

Una fuggevole espressione d'ironia, spuntò sul labbro di Paolina, che fu tentata di dire:—ma, voi signora, abborrite anche il lavoro dei santi! voi per amore di ozio preferite all'opera meritoria esercitata nel mondo, l'asceticismo sonnolento che non ha valore, poichè, cappuccina per avversione alla fatica, è virtù che non so intenderla!

E fissò gli occhi in viso all'ospite.

—Assolutamente non divido le tue massime, e vorrei per il bene tuo, Cecilia, che rinunziassi alla follia di un sacrifizio che non riuscirai a sostenere.