—A profitto di chi? domandò con voce alterata.
—Di chi può averne bisogno mentre tu sei provvista di tutto.
—In tal caso tienti il denaro e fanne tu stesso l'uso che vuoi.
L'avvocato non si mostrò punto dalla risposta, ma, presi due biglietti da cento lire li porse alla moglie.
—Questi sono per te, disse con calmo sembiante; nè io domanderò ove vadano a finire. Questi—ne prese quattro dal portafoglio e li distese flemmaticamente su lo scrittoio,—questi sono per me, li tengo separati dall'altro denaro; li colloco in un posticino remoto, qua, in fondo al cassetto, dentro la scatoletta che tu mi regalasti piena di sigari! nè tu, rammentalo bene, Paolina… domanderai a quale oggetto io li destini.
Intanto che parlava piegava infatti i quattro biglietti da cento lire ciascuno e con una esattezza più femminile che magistrale, li poneva nella scatola, introduceva il braccio entro il cassetto e la spingeva agli estremi confini. Paolina non fece motto, ma al cattivo pensiero che le corse nella mente sentì piegarsi le ginocchia.
—Buona notte, Paolina; io mi corico tardi perchè ho da ripassare un fascio di carte.
Riprese la penna e si mise a scrivere. Ma Paolina, ferma al posto, pallida di commozione svolgeva in quel momento nel segreto del cuore una questione terribilmente importante per lei.
—Ah! le duecento lire che mi regala dovrebbero secondo i suoi desideri cadere nelle mani della Rigotti che ha necessità di completare la dote! quale interesse nutre per la signorina? deve importare a lui ch'io la benefichi o no?… e poi che ha compreso come io sia lontana dal dividere i suoi sentimenti caritatevoli mi usa una rappresaglia! ripone il doppio di quanto mi ha offerto, m'interdice di domandargliene conto e si dispone cheto a favorir la Rigotti della cui riconoscenza si terrà fortunato.—No! fece a voce alta, afferrando il braccio di suo marito,—no, non lo permetto!
L'avvocato Zaeli volse la testa maravigliato.