Quel giorno, a cavalcioni sopra la seggiola, i gomiti appoggiati al davanzale, allegro per il bel sole che cacciava gli spettri, gridava da dieci minuti con ispirazione poetica:
«Oh viole rosse…
«La sanerà il mio babbo dalla tosse!
«Oh viole gialle…
«La sposa ha sessant'anni sulle spalle!
«Oh fior di mela…
E rideva, schiacciando coi denti bianchi come la neve i semi di zucca che la serva aveva messi ad asciugare sul parapetto della finestra.
—Di grazia, le signore Rigotti abitano ancora qui sopra?
A tale domanda che veniva fatta da una persona entrata allora dal cancello del giardino, Tonino Grim*** si sporse fuori fino alla cintura.
—Sì, signore, abitano sempre al secondo piano.
—Ho suonato ma nessuno mi ha aperto.
—La signora Rigotti è uscita mezz'ora fa.
—E la figliuola?
—La figliuola è in campagna da mia sorella.