—Vivi tranquilla e coricati… ho bisogno di lavorare.

—In grazia de' tuoi benefizi la Rigotti conserverebbe memoria di te, ed io non lo permetto.

—Basta! fece l'avvocato volgendo lo sguardo a sua moglie.—Era uno sguardo tutto nuovo per lei. Nella pupilla limpida e larga pareva esservi caduta una goccia d'inchiostro. Non tenne l'occhio fermo in viso a Paolina che per la durata di un lampo; ma Paolina sentì uno spasimo di soggezione che le sembrò d'una lunghezza spaventevole.

—Abbi in mente, mia cara, che gli uomini serii non si prestano alle insulsaggini del sentimento. Io, che in tuttociò che a te si riferisce ho conceduto sempre la massima attenzione, sono questa volta costretto ad interromperti… è la terza volta, se non erro, che ti saluto… basta, dunque… buona notte, Paolina.

Non v'era da ostinarsi con un uomo che alla cortesia dell'amico, alla tenerezza dell'amante, sostituiva finalmente l'autorità del marito.

Molte sono le donne che da quelle prime asprezze del matrimonio traggono ardire per ribellarsi; ma Paolina, che in mezzo alle violenze della sua gelosia, possedeva la dolce timidità della fanciulla, si ammansò tosto, e piegata docilmente la fronte accettò silenziosa il bacio che suo marito le posò su i capelli.

* * *

Tonino Grim*** in manica di camicia a cavalcioni su di una seggiola posa sua favorita, andava scompigliandosi i folti capelli, masticando fra i denti qualche parola che voleva essere in rima. Aveva saputo da sua sorella che la vecchia signora Rigotti avrebbe fra pochi mesi presa stanza in casa Grim*** in qualità di padrona, e siccome la notizia ne esilarava l'animo, si provava a comporre uno stornello (il genere di poesia che maggiormente lo solleticava) in onore della promessa sposa che rispettosamente avrebbe chiamata mammina.

La finestra a cui stava vicino dava sul giardinetto di funesta memoria dopo il dramma ivi compiutosi dal disgraziato Rigotti; nè v'era caso che Tonino Grim*** se ne dimenticasse, nè v'era sera buia e silenziosa in cui Tonino passando rasente alla finestra osasse guardare in giù per timore di veder sorgere la mesta ombra del suicida attraverso il fogliame della vite e dei fichi.

In pieno meriggio la cosa cambiava d'assai e Tonino a volta a volta si sentiva perfino il coraggio d'andare nell'orto, di staccare i grappoli d'uva e mangiarseli facendo le capriole.