—Di queste non ve ne saranno più.

—Mi reputi perfettamente guarita? chiese essa guardandolo con un misto di timidezza infantile e d'infantile graziosa malizia.

—Diamine, ne ho ferma fede, rispose l'avvocato affettuoso e grave. Perchè, bada, Paolina! non avrò sempre una polizza d'assicurazione per metterti su la via della ragione. La gelosia è un dolore grande, una croce terribile per la donna più che per l'uomo, e te ne dico subito il perchè. La donna, sensibile di cuore, ardente di fantasia, si trova assediata da un concorso di reali pericoli che giustificano di frequente i suoi timori. V'ha nella libertà dell'uomo ogni mezzo acconcio a favorirne l'incostanza, quindi la gelosia non è un sentimento irragionevole nella donna, ma piuttosto un'imposizione che le viene inflitta dalla società ingiusta con lei, indulgente con l'uomo. Ma poi, ascoltami bene, Paolina, vi è questo di buono: appunto perchè la donna ha spesso dei motivi non immaginari di gelosia, se avviene come nel caso tuo che abbia preso abbaglio e giunga a convincersi profondamente dell'onestà del marito, guarisce tosto dalla terribile malattia. Sarà stato a guisa d'un lampo che l'ha un momento acciecata, ma che le lascia dopo l'istantaneo tenebrore una limpida, sconfinata potenza di misurare il sereno de' cieli. Non è così dell'uomo. L'uomo è geloso il più delle volte per puro vizio di egoismo, per istintivo dispregio; è geloso in forza d'ambizione, di despotismo senza risentirne un danno intimo, una consumazione di febbre che è malattia, dolore supremo! è geloso anche senza un perchè… e non guarisce mai in conseguenza, perchè non è mai stato ammalato. Consolati dunque, Paolina, che, di noi due, il geloso eri tu. Tu sei risanata, lo so, lo vedo, lo possiamo insieme giurare…

—Sì! gridò Paolina, gettandogli le braccia al collo.

—Che se il geloso, per somma disgrazia, fossi stato io, oh povero angelo! la donna onesta non possiede abbastanza virtù per disperdere il sospetto ingiurioso di suo marito. Restituita che tu mi avessi la pace una volta, saremmo probabilmente tornati da capo!… Io con una sola parola ti ho fatta sicura.

—Adagio, adagio, disse Paolina con adorabile grazia. Le parole sono parole, e a me volevan dei fatti. E, preso in mano il libricino azzurro della Reale Assicurazione, lo sollevò festosamente nell'aria.

L'avvocato Zaeli afferrò sorridendo il libro, e, quasi fosse una sacra reliquia, se lo portò alla fronte, alle labbra, al cuore.

Senza essere santo, era certamente il pegno benedetto d'una eterna riconciliazione.

FINE.

Milano—PAOLO CARRARA—Editore