25 cammelli carichi di tappeti bellissimi.

Un bellissimo cavallo fornito di sella e brena, tutta gioiellata di superbe e ricche gioie.

Ambasciatori di teste coronate, ed altri principi che sono di presente 1620 alla corte del Gran Turco, e quello che da Sua Maestà gli viene assegnato per cadauno d'essi per le loro spese di vitto, mentre risiedono alla Imperial Porta.

L'Ambasciatore dell'Imperatore tira al giorno di pagaZecchini100
Ambasciatore del Re di Francia»40
Bailo per la Serenissima Signoria di Venezia nulla. L'Ambasciatore straordinario per la detta»50
Ambasciatore del Re d'Inghilterra»40
Ambasciatore dei potentissimi stati di Fiandra»40
Ambasciatore del Re di Polonia»60
Ambasciatore d'Ungaria»40
Ambasciatore del Re di Boemia»40
Ambasciatore del Re di Slesia»40
Ambasciatore di Moravia»40
Ambasciatori delle Provincie d'Allemagna»40
Ambasciatore di Transilvania»25
Ambasciatore di Ragusi»25
Principe di Valacchia»25
Principe di Moldavia»25
Ambasciatore del Re di Persia»400
Ambasciatore del Re di Marocco»100
Ambasciatore di Mingrelia»10

Il Serraglio dove abita il Gran Turco con tutta la sua real famiglia di servizio, è posto in un sito mirabile, ed è posto in quella parte dove prima fu fabbricato Bisanzio, sopra una gran punta di continente che guarda alla bocca del mar Maggiore, in forma triangolare, bagnato da due parti dal mar Egeo, e dalla parte terza sta col resto dei cortili: e tutto è servato e circondato di muraglia altissima e molto ben fatta per diverse torrette che sono sopra di lei compartite. Circonda miglia tre italiane. Ha diverse porte, così da mar come da terra, fra quali una è la principale da terra, per la quale ogni giorno ognuno vi entra, e le altre stanno serrate, e si aprono a gusto e comodo del Re e dei ministri principali di detto Serraglio, secondo le ordinarie occorrenze, stando la notte tutte serrate. E la prima è maestra, che è come un corpo di guardia, grande e magnifica: sta il giorno guardata da una grossa compagnia di Capiggi, che a vicenda si danno la muta, e la notte viene custodita da altri Capiggi, che sono portieri, sotto il comando d'un Capiggi-Bassi, loro capo. Li quali Capiggi Bassi essendo al numero di sei per l'ordinario, hanno obbligo una notte per uno di dormire dentro il Serraglio per buona e sicura custodia d'esso. Appresso queste guardie si tiene la notte fuori di detta porta alcuni Gianizzerotti in una casetta di tavole mobili sopra ruote, li quali stanno vigilando ed osservanti di tutte le cose, per potere svegliare quelli di dentro e dar quelle notizie che portasse il bisogno. E intorno le mura di detto Serraglio, buon spazio distanti l'una dall'altra, vi sono le torrette nelle quali dormono diversi Agiamoglani, che vuol dire figliuoli esperti greggi, per guardia, e per veder che nè per mare nè per terra di notte alcuno si accosti; tenendosi particolarmente dalla parte di mare alcuni pezzi d'artiglieria disposti e caricati, per adoperar quando occorresse reprimere la trascuraggine e la temerità di qualche vascello che se gli accostasse.

In detto Serraglio vi sono le stanze regali, le quali sono molte ed appropriate alle stagioni dell'anno, la maggior parte nel piano, ed alcune fabbricate per sopra colli naturali, e diverse anco sopra il mare, nominate chioschi, che vuol dire stanze di bel vedere, dove si ritirano li Re lor soli, o vero con le donne per ricreazione; fra quali, la stanza dove si radunano gli Gran Signori sempre a dar udienza a tutti gli Ambasciatori, a tutti i Bassà li giorni del Divano pubblico, e per lo più a tutti quelli che si licenziano per andare alli carichi loro assegnati, e che ritornano da essi ancora. Questa è posta nel piano del cortile, in isola assai piccola, ordinata di fuori di alcune fontane, secondo il loro costume superbissime, e dentro ha un sofà, cioè soglio, coperto di ricchissimi tappeti d'oro, in particolare di velluto cremisino ricamato di perle ricchissime, sopra i quali si siedono i Re. Intorno poi alla stanza vi sono pietre biancheggiate con colori diversi a fogliami e così ben compartiti insieme, delle quali essendo incrostata la muraglia, fa una bellissima vista. Vi è anco una camera apparente, tutta coperta di lastre d'argento profilate d'oro e di seta, ricchissime e bellissime. Oltre alle dette stanze reali che sono molte e poste in diverse parti d'esso Serraglio, che servono solo alla persona reale, vi è l'appartamento delle donne nel quale abita la Regina Sultana e le Sultane, e tutte le altre donne e schiave del Gran Signore; il quale appartamento è come un monasterio amplissimo, in cui si ritrovano tutte le comoditadi di dormitorii e refettorii, di bagni e stanze, ed ogni altra sorta di fabbriche per necessità del vivere; e questi appartamenti reali hanno amplissimi giardini di fiori, di frutti, con strade bellissime di cipressi e con fontane in tanta abbondanza, che si può dire che quasi in tutte le strade l'abbiano, con gran vaghezza e comodità. Appresso vi sono stanze di abitazioni separate d'ogni sorta, le quali servono non solo per i ministri principali, e per li mezzani, e anco per gli infermi; e così ben ordinate e disposte, che non vi è alcuno che patisca di cosa veruna. Tra queste fabbriche sono due lavori molto riguardevoli, grandi e molto capaci, uno dei quali serve per tener il Casnà, cioè tesoro di dentro, e l'altro per la guardia della roba regia; queste sono due bellissime fabbriche, le quali sono stanze separate al piano ed in solaro, capacissime per molta comodità che tengono, e sono sicurissime per essere di muraglia grossissima, con poche finestre tutte ferriate, e con una sola porta per una, di ferro, fortissima; le quali stanno sempre serrate, e quella del Casnà regale sigillata col sigillo regio.

In detto Serraglio sono moschee per l'orazione, bagni, scuole, lambiccatori, stalle, cucine, dispense, luoghi da correre cavalli, piazze da lottare, da tirar d'archibugio, da far rappresentazioni, ed infine tutte quelle comodità che si possano desiderare.

Quello che rende superbo e grave detto Serraglio, non è bene a tacerlo, ed è l'ordine col quale è posto; e per primo l'ingresso d'un portone amplissimo e nobilissimo, con sotto porticali capacissimi d'una guardia di cinquanta uomini forniti con le sue armi, cioè archibugi, archi con freccie e scimitarre in buona quantità. Passata questa, nella quale i Bassà ed altri grandi e qualificati soggetti possono entrarvi a cavallo, si entra in una gran piazza o vero cortile d'un terzo, o quarto di miglio italiano di lunghezza, ed altrettanto di larghezza in circa, con un solo porticale a mano sinistra, fatto per starvi li cavalli e servitori al coperto in tempo di pioggia. In questo gran cortile all'entrare a mano dritta vi è l'ospitale, o vero infermeria, la qual serve a tutti del Serraglio, nel quale si trova ogni comodità necessaria: ed è custodito da un Eunuco, con diversi ministri tutti disposti per servire agli infermi. Ed all'incontro, che è a man sinistra, vi è un luogo grandissimo dove tengono legne, carri ed altre cose necessarie da mano, per servigio ed uso del Serraglio, sopra il quale vi è un gran salone dove si tengono riposte alcune armi antiche, come morioni, mani di maglia, giachi, archibugi e zagaglie, delle quali si servono per armare i Gianizzeri, la maestranza dell'arsenale, ed altre arti, per incontrare il Re e li Bassà generali, quando fanno l'entrata solenne nella città di Costantinopoli. Cavalcato che si è questo cortile, si smonta ad un'altra porta poco minore della prima, simile di fazione, e più ricca e più bella, con il sottoporticale che serve per il corpo di guardia, la quale medesimamente viene custodita da Capiggi e fornita d'arme, come si è detto. Per questa si entra ad un altro cortile poco minore del primo, ma molto più bello, per avere nobilissime fontane, per esservi strade compartite da altissimi cipressi, e per ritrovarvi alcuni quadri di parco, dove nascendo l'erba, pascolano diverse gazzelle che fruttano, e sono tenute per delizia. Questo cortile si cammina da tutti a piedi, fuori che dal Re solo, che a cavallo va a smontare fino alla terza porta. Dall'una e dall'altra parte d'esso vi sono porticali sostentati da bellissime colonne, fuori dei quali sogliono star in piedi li Ciaussi, le milizie dei Gianizzeri e Spahì in ordinanza, nobilissimamente vestiti, quando si fa Divano grande e pomposo per l'entrata d'alcun Ambasciatore, che passa per andare a baciar le vesti al Gran Signore.