Al 4 Maggio facessimo levata da Camignizza con n.o 60 carri grandi, tutti da 6 cavalli per carro, carichi di diverse mercanzie, cioè zibellini, lupi cervieri, conigli ed altri pellami, cremisi, coltelli e molte altre robe, tutte per condurre a Costantinopoli: che N. S. ci dia buon viaggio e ci guardi da assassini. Alli 5 passassimo il fiume di Cutino, alli 6 passassimo il fiume Pruto, alli 7 d.o stassimo a Steffaneste villa grande, alli 8 camminassimo avanti, alli 9 giungessimo in Jassi città del Principe di Bogdania, alli 11 d.o ci levassimo, alli 12 camminassimo, alli 13 passassimo per Barladi città, e avessimo una grandissima pioggia con venti, tuoni e tempesta; alli 14 camminassimo; alli 15 giungessimo in Galazzo città, e ivi discaricassimo le robe per metterle nelle barche per passare il Danubio. Alli 16 passassimo il Danubio, ed era il giorno della Assensa; alli 17 fossimo a Mecino, ed aggiustassimo li dazieri per la gabella dei Turchi, e vi stassimo sino alli 22 d.o; facessimo levata la sera a Provadia.

Alli 23 entrassimo nel gran bosco di Balcano, dove avessimo un passo molto pericoloso, che li carri non potevano passare fra un dirupo grande: nel qual luogo si ribaltò un dei nostri carri nel quale vi era trenta sacchi di reali di n.o 500 per sacco, zibellini e altre robe; e recuperassimo ogni cosa senza perdere niente, perchè il carro fu trattenuto dalli arbori che non dirupò in fondo; e fessimo presto a tirar via li cavalli, e accomodassimo ogni cosa, e seguitassimo nostro cammino. Alli 24 passassimo per Aidos città; alli 30 passassimo per Silivrea; il primo Giugno a Costantinopoli; ed ivi si diede spedizione a tutte le merci, e tornassimo a caricare un'altra volta la carovana per ritornare in Polonia.

Alli 21 Giugno mi partii da Costantinopoli; alli 27 Luglio giunsi in Leopoli; alli 13 Agosto mi partii da Leopoli, alli 15 giunsi in Ieroslavia città, e fiera grandissima ci avea; alli 29 mi partii di Ieroslavia, al p.mo Settembre giunsi in Cracovia città reggia del Re di Polonia, alli 13 mi levai, alli 26 giunsi in Praga città metropoli dell'Imperatore, alli 29 mi partii, alli 4 Ottobre giunsi a Norimbergo, alli 8 mi levai, alli 10 giunsi in Amo, alli 12 giunsi a Lindo, alli 14 a Coira gran città dei Grigioni, alli 15 e 16 passai per monti altissimi con gran neve; la sera a Chiavenna; alli 17 d.o giunsi a Ceva prima città d'Italia, stato di Milano, la notte passai il lago di Como, alli 18 fui a Como, alli 19 a Milano, alli 22 a Lodi, alli 23 a Piacenza, la sera a Borgo s. Donnino, alli 24 desinai a Parma, la sera a Reggio, alli 25 desinai a Modena, la sera a Bologna.

Alli 20 Aprile 1614 mi partii da Bologna, andai a Venezia, mi imbarcai sopra d'un galeone per Costantinopoli; alli 30 Giugno giunsi in detto luogo di Costantinopoli, nel qual luogo mi fermai sette anni.

1621

Viaggio fatto da Costantinopoli a Venezia per via di terra. Alli 14 Maggio mi partii di detto luogo, alli 20 Luglio giunsi a Venezia, il primo Agosto a Bologna.

Il Servo degli onoratissimi luoghi della Mecca e Medina, Sig.r delli SS.ri del Mondo, Possessore dei paesi dell'Arabia, Persia, Grecia, Iram, Turam, Polonia, Svezia, Valacchia, e Bogdania, Padron della spada e della penna, Sig.r il Sig.r Osman, al presente Re ed Imperatore della Musulmana Fede, a cui l'Eccelso Iddio sia favorevole.

Si narra dei Beglerbei cioè Duchi, dei Sangiacchi cioè Rettori, delli Alai Bei che son capi delle ordinanze, dei Mutaffaragà cioè lancie spezzate, dei Contimari ch'è feudatarij, dei Chiaussi, dei Dottori, Moggini, dei S.ri della staffa, dei giovani che sono nei Serragli, delli Spahì cioè cavalli leggieri, dei Capiggi cioè portinai, dei Gianizzeri cioè pedoni, dei Zamoglani cioè giovani inesperti, dei bombardieri, degli armariuoli, dei Savazi cioè quelli che insellano i cavalli, della cucina regia, degli Spezieri cioè di quelli che fanno i canditi, delli Chilarzi cioè dispensieri della milizia, dei Mechtemi cioè quelli che distendono i padiglioni, dei Casnadari cioè tesorieri, dei sartori, dei marangoni, dei pittori, degli orefici, dei frizzeri ed altri salariati del Re.