Come in altre parti d'Italia così in Firenze non mancano per l'età seguente a quella dei Villani altri cronisti e alcuni d'essi eccellenti. Marchionne Stefani, Piero Minerbetti, il Boninsegni, Giovanni Morelli, il Velluti, il Pitti ed altri, sono tutti cronisti pregevoli e s'avvantaggiano sugli altri d'Italia pel facile uso della lingua materna. Forse superiore a tutti, Gino Capponi scrisse una eccellente narrazione del tumulto dei Ciompi (A. D. 1378) e anche, seppur non è autore di esso suo figlio Neri, un Commentario sull'acquisto di Pisa (A. D. 1402-1406). Ma coi Villani può dirsi che la serie dei cronisti medioevali sia chiusa. Dopo loro sorge la storia, non sempre sostanziosa, e nella forma spesso imitatrice troppo ossequente dei modelli antichi, durante il movimento umanistico del Quattrocento, ma pel secolo seguente, meditabonda acuta vigorosa nelle pagine non ancor superate del Machiavelli e del Guicciardini. I quali con intelletto e cuore diverso s'affacciarono entrambi all'età moderna mentre la patria loro moriva, e meditando sulle cagioni di quel morire, aprirono nuovi spazî al volo del pensiero umano. Ma la vigoria dei loro intelletti s'appoggia al passato, e le loro storie traggono molto succo vitale da quelle umili e robuste cronache che congiungono l'antichità ai nostri tempi moderni, e che raccolgono per quasi dieci secoli la storia di uno tra i più travagliosi sforzi che l'umanità abbia compiuto nel suo cammino.

INDICE DEI NOMI

A

B

C

D